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Vuoi imparare a dipingere sulla porcellana? Ti svelo la tecnica …

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La scorsa volta ho elencato i materiali che occorrono per iniziare a dipingere sulla porcellana smaltata, quindi non grezza detta Bisquit questo sarebbe il “secondo fuoco” quindi quantità e tecniche diverse.  Naturalmente il “terzo fuoco” si può realizzare sia su porcellana che su ceramica con piccole, ma importanti differenze, innanzi tutto sulla porcellana dobbiamo usare una quantità limitata di colore in quanto il caolino è un materiale più resistente, ma anche più impermeabile per cui non assorbe le quantità in eccesso del colore, con la ceramica il discorso è un poco diverso poiché l’argilla è meno resistente, ma molto più porosa, quindi assorbe bene il colore e a parer mio, da una resa più brillante a cottura ultimata, ma su ceramica  bisogna stare attenti ai lavaggi perché il dipinto potrebbe sbiadire, quindi evitare la lavastoviglie e soprattutto oggetti in cui si mangia e dove possono essere a contatto di aceto o altri prodotti che possono corrodere il disegno… oltretutto possono essere anche nocivi, perché l’argilla, se non è trattata bene durante le fasi di lavorazione, potrebbe sprigionare piccole quantità di piombo (notoriamente nocivo).

Ora, siccome per iniziare non prenderemo oggetti particolarmente pregiati, è meglio esercitarsi su comuni piastrelle di ceramica, preferibilmente bianche e lisce, per avere una buona resa del colore e per fare scivolare bene il pennello.

Un buon pennello deve essere di martora, mai sintetico perché a contatto con solventi si “brucia”, un numero 6 oppure 8 può andare bene.

Per iniziare, con dell’alcool denaturato (quello rosa disinfettante per intenderci) pulite le due piastrelle, quella per sciogliere il colore e quella per dipingere. Per questo lavoro e per pulire il pennello di volta in volta, munitevi di carta igienica della qualità più scadente perché assorbe meglio.

Proteggete il piano di lavoro (possibilmente non un tavolo pregiato, piuttosto qualcosa di molto vecchio) con tanti fogli di giornale e non usate fogli di plastica a contatto con la trementina o i pennelli imbevuti.

In un vasetto di vetro, mai di plastica mettere tre dita di trementina (va bene quella del ferramenta, solo se non la trovate comprate quella venduta dalle belle arti che costa di più, ma l’effetto è lo stesso). La trementina servirà per inumidire di tanto in tanto il pennello, con tanta tanta parsimonia, se lo bagnate troppo passatelo sui foglietti di carta igienica che terrete sempre a portata di man e che ogni tanto avrete cura di cambiare.

Se avrete i colori in polvere, con la punta di una spatolina, possibilmente a forma di comito (non diritta) prendete una piccola quantità di colore e riponetela sulla piastrella destinata alla preparazione dei colori. Se avete comprato il medium, sempre con la punta della spatola pulita (altrimenti vi sporca l’essenza) prendente una piccola quantità di liquido e aggiungetela al colore, l’impasto deve risultare appena cremoso e non deve spandersi sulla piastrella, se ciò avviene unite altro colore per riequilibrare il composto.

Se invece avrete comprato al posto del medium, l’essenza grassa impastate col colore, ma l’impasto dovrà risultare più secco senza che “coli”, aggiungerete poi un paio di gocce di lavanda per fluidificare l’impasto e man mano che asciuga (soprattutto in estate) aggiungete lavanda per mantenere il giusto grado di fluidità. Prima di aggiungere la lavanda, bisogna assicurarsi che ogni granello di colore si sia sciolto e non ricorrere alla lavanda perché ciò avvenga, la lavanda avrà la sola funzione di sciogliere il colore. Usando il mediium questo problema da risolvere non ci sarà. All’inizio l’operazione della preparazione del colore risulterà difficile a causa delle piccole quantità, ma con l’esercizio tutto diventerà più semplice. Come ho già detto sfruttate i tutorial su Youtube , visivamente si semplifica tutto.

Consiglio per iniziare di sciogliere il colore verde perché si inizierà a fare le foglie, infatti questo  esercizio non viene fatto per imparare a dipingere le foglie, quanto  piuttosto ad affinare  la tecnica e sapere maneggiare sapientemente il pennello, quindi foglie …foglie …foglie.

Disegnate con la matita grassa un cuore non grandissimo, (per iniziare un quarto della piastrella), dividetelo a metà e poi dopo aver intinto la punta del pennello nella trementina (ricordo con parsimonia) imbevetelo di colore, poi appoggiate la punta del pennello nella parte alta della riga che divide il cuore ed eseguite una virgola che dal centro vada all’esterno, prima con la punta del pennello poi  schiacciando al centro della curva per risollevare il pennello prima della fine del segno; questo movimento del pennello serve per allargare e stringere la pennellata e creare sfumature. Ripetete il passaggio sotto e poi ancora sotto, riducendo il segno per seguire la forma del cuore che via via si rimpicciolisce. Alla fine ricominciate questa operazione dal lato opposto. Sui video questa operazione viene svolta velocemente, ma è fondamentale per imparare la tecnica. Ricordate questa regola, che ha pochissime eccezioni: per fare le foglie si parte sempre da dentro in fuori. In genere suggerisco di non cancellare la prima foglia fatta, piuttosto quelle seguenti, in modo che alla fine dell’esercizio potete valutare le differenze e i miglioramenti dall’inizio alla fine dell’esercizio..

Una importante accortezza è quella di non lasciare mai il pennello nel barattolino della trementina, perché si deforma e risulterà inutilizzabile e ogni volta che smettete di dipingere lavatelo energicamente nella trementina, senza fare toccare il fondo, fino a quando ogni traccia di colore sarà sparita. Asciugatelo roteando il pennello nella carta igienica pulita e finita questa operazione mettete il pennello dritto davanti ai vostri occhi e accertatevi che sia diritto e non curvo, se asciuga storto sarà molto difficile recuperarlo.

Per cancellare usate sempre l’alcool e la carta igienica… saranno i vostri fedeli alleati.

Buon lavoro

 

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