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Un ponte tra i popoli: la Giornata del Rifugiato a Ragusa

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Intensa partecipazione per la prima giornata del festival “Un ponte tra i popoli” promosso a Ragusa dall’associazione Don Bosco 2000 – impresa sociale, nell’interno del Centro SAI ds/dm “Vivere la vita”, in via M. Schininà 186, nell’ambito di un progetto del Comune di Ragusa. L’iniziativa ha preso il via domenica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato e ha visto l’intervento anche della responsabile dell’area immigrazione del Comune, l’assistente sociale Adriana Distefano, che ha sottolineato l’impegno continuo dell’ente per i rifugiati na ha contemporaneamente evidenziato il cambiamento delle modalità di accoglienza nel corso degli anni così come il lavoro svolto dall’associazione Don Bosco 2000 per integrare una fascia così delicata come quella delle donne con bambini in un momento storico cosi difficile. E’ intervenuta anche la suor Aurora dell’Ordine del Sacro Cuore, che si è mostrata soddisfatta della collaborazione con l’associazione nell’utilizzo della struttura, grande ed attrezzata, per anni una scuola gestita dalle suore.

Molto apprezzata la presentazione dell’associazione da parte della direttrice del Centro SAI, dott.ssa Roberta La Cara, dirigente di diversi Centri di accoglienza in Sicilia, direttrice dell’ufficio progettazione e cooperante allo sviluppo. Ha descritto la mission dell’impresa sociale, come costruttrice di ponti sociali, ma anche esposto i progetti in cui l’associazione fa accoglienza in varie città della Sicilia come Aidone, Pietraperzia, Piazza Armerina, Catania, Ragusa e Villarosa, quest’ultimo un centro che lavora con i beni confiscati alla mafia in cui è nato il progetto “Beteya” che ha dato vita ad un brand di abbigliamento diventato un contenitore di valori, perché ha creato inclusione per gli stessi beneficiari dei centri. Ha parlato dell’approccio della “Migrazione Circolare” che consiste nell’aiutare i beneficiari che vogliano rientrare nei paesi di provenienza a creare impresa, soprattutto di tipo agricolo, in modo che diventi un’occasione di sviluppo per il territorio.

Una prima giornata dedicata alla donna, come soggetto di diritti, argomento magistralmente trattato con passione e professionalità dalle relatrici, l’avv. Irene Russo e la GOT Laura Ghidotti, moderate dall’avv. Luigi Stamilla. Nel loro approfondimento si sono rivolte direttamente alle donne beneficiarie del centro di accoglienza, fornendo loro spunti di riflessione sulle difficoltà delle donne di accedere a determinate carriere, ma spiegando che comunque in Italia è in continuo divenire una legislazione a tutela della donna sia nel ramo civile che nel ramo penale.

Il momento del rinfresco interetnico è stato organizzato dalle ospiti del centro, provenienti dalla Costa D’avorio, Camerun, Nigeria ed Etiopia che sono riuscite ad impreziosire la serata con i sapori delle loro terre e i colori dei loro abiti tradizionali sfoggiati con disinvoltura, accompagnate anche dalle bambine e ragazzine, agghindate con vestitini colorati e treccine decorate. A disposizione anche lo stand per la realizzazione di acconciature africane e un’esposizione di un artista ivoriano della cooperativa Filotea, presente alla serata, che ha creato dei bei momenti di integrazione.

I momenti più emozionanti sono stati donati al folto pubblico presente dalla compagnia Godot, che ha riadattato lo spettacolo “Ziq è sulla spiaggia” allo spazio esterno. Protagonista il giovane attore ragusano Giuseppe Arezzi interprete della storia di un ragazzino siriano, Aziq, fuggito dai bombardamenti e che, arrivato sulla spiaggia fa il venditore ambulante di ombrelli. Per sopravvivere alla feroce indifferenza che lo circonda s’inventa un amico immaginario con cui chiacchierare. Ne esce fuori un dialogo intenso, vero, che altro non è che un dialogo tra le coscienze umane che non possono restare silenti di fronte al dramma vissuto da migliaia di disperati. Una tragedia vestita di fiaba in cui la spiaggia diventa simbolo universale di salvezza, come voluto dall’autrice Lina Maria Ugolini e come sottolineato anche dall’intervento in forma di recital degli attori Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, che ne cura la regia. Alla fine dello spettacolo vi è stato un momento di condivisione tra gli attori e le beneficiarie, che hanno ringraziato la compagnia teatrale per aver messo in scena le loro storie, culminato con l’abbraccio spontaneo di una bimba di 3 anni con il regista Vittorio Bonaccorso. Il festival prosegue con la seconda giornata, il 25 giugno, dedicata ai canti, alle danze e alla musica dell’Africa. Alle 20,30 aprirà la serata la danzaterapeuta Floriana Cataldo con danze popolari dal mondo in cerchio. A seguire l’esibizione del gruppo di tamburi Harmattan con le danze della Guinea. La terza serata è in programma il prossimo 9 luglio con la proiezione di cortometraggi a tema, selezionati con la collaborazione dell’associazione Fitzcarraldo di Ragusa. L’ultima giornata del festival si svolgerà invece il 23 luglio. Ci sarà un pomeriggio dedicato ai giochi per bambini insieme all’oratorio “Ora Sales APS” di Modica. La sera sarà dedicata alla musica con l’esibizione del gruppo Acoustic Club. Per info e prenotazioni 0932242856 e [email protected]

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