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Tre domande a: Luigi Fozzati, archeologo subacqueo e antropologo

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Intervista realizzata al VI convegno nazionale di Archoielogia subacquea a Giardini Naxos

Luigi Fozzati. Decano degli archeologi subacquei in Italia, era uno dei componenti della triade di studiosi italiani che negli ultimi decenni ha dato forte impulso a questa disciplina nel nostro paese, anche sulla scia dell’attività di Tusa con la Soprintendenza del Mare. Gli altri erano Claudio Mocchegiani Càrpano (scomparso nell’ottobre 2018) e Tusa, scomparso nel marzo 2019.

Perché questo convegno nazionale e la rassegna di Naxos in Sicilia

FOZZATI: “Il convegno a Taormina era già stato “prenotato” a Udine da Tusa. Aveva già predisposto tutto sotto il profilo amministrativo e logistico. Per Giardini Naxos è importante perche rilancia la storica rassegna assente da 18 anni (dopo 15 edizioni). Quindi anche il prossimo anno ci sarà la rassegna con il comitato scientifico che inviterà alcuni relatori a parlare senza distinzione di paese. Il carattere internazionale è assicurato, sia per far conoscere i maggiori archeo sub del mondo sia per presentare le ultime novità in fase di ricerca nelle acque italiane e internazionali. Incontri su attività attuale.

  1. La Sicilia ha un primato, quello delle università e dei centri di ricerca stranieri che finanziano scavi

FOZZATI: “La Sicilia – dice Fozzati – ha un contesto archeologico eccezionale. E lo dico io, serenamente, non mi si potrà certo accusare di campanilismo. Grazie anche all’attività di Tusa, si è aperta a tutto il mondo scientifico, con la presenza di Università e Centri di ricerca internazionali (Stanford a Marzamemi, Marbourgh a Mothia, Udine a Camarina) in molti siti.

  • SR, Relitto della basilica bizantina (Marzamemi), Università di Stanford
  • TP, Ricerca del sito della Battaglia Egadi 241 a.C. (Isole Egadi), Fondazione RPM Nautical Foundation insieme a GUE
  • TP, Strada punica di Mothia (Marsala), Università Marbourgh
  • CL, Scavi a Gela, Università di Ginevra
  • RG, Scavi Caucana (Punta Braccetto, Camarina), Università Udine

“Qui in Sicilia, poi, sono state combattute battaglie navali che hanno segnato la storia: come quella tra Roma e Cartagine (vedi rostro delle Egadi). Se i romani avessero perso la battaglia, sarebbe cambiata la storia dell’antichità. Con Tusa si è cominciato a parlare di “Archeologia della guerra”, che è lo studio non solo dei reperti, ma di moltissimi altri elementi – incluso il paesaggio costiero e le dinamiche migratorie di villaggi e città – che confluiscono nella ricostruzione della storia: per la battaglia delle Egadi, ad esempio, ricostruire le fasi preparatori e determinare le strategie degli eserciti, basandosi sullo studio del fondale marino che ha conservato i resti”.

  1. A che punto è la ricerca archeosub in Italia

FOZZATI: “L’Italia ha sì recepito a livello normativo la Convenzione Unesco di Parigi sul patrimonio sommerso, ma non ha dato seguito (a livello attuativo) con l’istituzione di una Soprintendenza delle acque e centri tecnici sparsi lungo il Paese, con 7500 Km di coste, per studiare cose, laghi, fiumi e lagune che hanno ospitato antiche città”.

  1. Qual è la sfida dell’archeologia moderna?

FOZZATI: “Quella di un approccio interdisciplinare, ossia con una prospettiva antropologica che include altre competenze. In questo senso il convegno di Taormina sarà all’avanguardia, perché proporrà anche interventi di antropologi e storici, gli studiosi deputati alle ricerche negli archivi (l’archeologo non è archivista e non conosce certe scritture e codici)”.

Nel team dei moderni studi d’archeologia entrano in campo anche paleobotanici, archeozoologi e geologi”.

Fra gli interventi al convegno:

CAMPANIA. Maria Sirago, caso di archeosub ante litteram, con studio dei Porti Flegrei tra 500 e 800 e di interventi per manutenzioni dei porti precedenti

PUGLIA. Giacomo Disantarosa, sul sistema portuale antico di Bari e i paesaggi costieri

Ricerche in altofondale con strumenti d’avanguardia

SARDEGNA: Gabriella Gasperetti. Ricerca subacquea ad alta profondità. Relitti profondi, nel golfo dell’Asinara a Porto Torres (SS).

LIGURIA: archeologia preventiva. In occasione di lavori pubblici in alta profondità, è d’obbligo la ricerca preventiva per non intaccare patrimonio culturale sommerso. In altofondale. Es. il Relitto di lancia armata francese, affondata a Caponodi (battaglia marzo 1795)

MALTA. Timmy Gambin. Tutela dei relitti sommersi da Università di Malta.

L’EREDITA’ DI TUSA E MOCCHEGIANI CARPANO

Fozzati: “Eravamo legati da antica amicizia. Ci conoscevamo dai tempi dell’università. Tutti e tre avevamo deciso di alimentare la formazione dei giovani, aiutarli a crescere e a credere in questa professione e a credere in una dimensione scientifica nuova della Archeologia Subacquea. Direttamente collegata a quella che è oggi la migliore archeo, quella multidisciplinare, naturalistica e del paesaggio, e non centrata unicamente su uomo e suoi manufatti.

 

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