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Tecnica chirurgica su cadavere alla Clinica del Mediterraneo di Ragusa

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Primo corso di tecnica chirurgica su cadavere, che si è svolto nei giorni scorsi a Ragusa, è stato coordinato dal direttore scientifico dott. Corrado Toro, alla guida dell’unità operativa di chirurgia maxillo-facciale di Ragusa, presso la Clinica del Mediterraneo. Ospiti da tutta Italia ma anche dall’estero per partecipare all’importante evento avviato alla presenza dell’assessore comunale alla Sanità, Luigi Rabito e di Salvatore Pacini, direttore della Clinica del Mediterraneo. Il corso ha mirato a molteplici obiettivi grazie anche alla didattica frontale e alle esercitazioni pratiche in sala operatoria. Durante la tre giorni si è parlato di procedure di chirurgia orale e maxillo-facciale avanzate. Sono state impiegate delle porzioni anatomiche (teste umane fresh-frozen) con 2 partecipanti per preparato, all’interno della sala operatoria. Infatti sotto la guida dei tutor, i corsisti hanno avuto la possibilità di simulare in prima persona numerosi interventi chirurgici. Inoltre i partecipanti al corso hanno evidenziato, su cadavere umano, le fasi di salvaguardia e risparmio delle delicate strutture vascolari e nervose, che possono essere lesionate durante tali interventi chirurgici.

“E’ stato un corso senza precedenti storici per il nostro territorio. Personalmente sono molto soddisfatto perché sia io che il mio gruppo abbiamo sempre dovuto organizzare questo tipo di corsi presso università straniere. Quest’anno ci siamo imposti, superando le varie problematiche organizzative, di gestione, burocratiche e di costi cercando poterlo fare in Italia, quindi a Ragusa”, ha spiegato  Corrado Toro. Un corso prettamente pratico dove i partecipanti hanno eseguito molte ore di formazione che hanno richiamato nell’immediato l’interesse di numerosi medici italiani e stranieri. “Il corpo umano, e la regione testa-collo in particolare, contengono centinaia di articolati percorsi di nervi e vasi sanguigni che possono mettere a rischio la vita, se lesionati. Nessun manichino od atlante anatomico, ne permette la loro approfondita conoscenza. Solo con l’esperienza diretta sul campo, è possibile ridurre il rischio di complicanze. Quindi è molto meglio che gli interventi chirurgici più complessi, vengano provati più volte su cadavere, prima di essere eseguiti sui pazienti” tiene a specificare il prof. Toro.

 

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