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Sostenibilità ambientale, Dolfin lancia l’ecovaschetta. L’azienda di Riposto in chiave green

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Sostenibilità ambientale: arriva l’ecovaschetta. Dolfin, azienda di Riposto che produce i Polaretti, continua il suo percorso in chiave green. Dopo il successo dell’ecocannuccia, Dolfin lancia l’ecovaschetta. Un percorso avviato da dieci anni, quello della sostenibilità ambientale: è stato creato il grande parco fotovoltaico, rilanciato nel 2019; è stata introdotta in Italia la prima ecocannuccia. Ora Dolfin centra nuovi obiettivi in chiave green: un’ecovaschetta in cartone per i mitici Polaretti® (prodotto di punta con 15 milioni di pezzi venduti nel 2019) e l’uso dell’acqua vulcanica dell’Etna – una oligominerale purissima a “Km0” proveniente dalla sorgente Cavagrande di Milo (Ct) a 700 mt di altitudine sul mare – per i sorbetti, le granite e ghiaccioli, tutti prodotti a base di vero succo di frutta, pronti da gelare nel frigo di casa.

Realizzata in cartone riciclabile, l’ecovaschetta soprannominata Polarella riduce del 36%, rispetto alla precedente, la quantità di plastica delle confezioni dei ghiaccioli Polaretti e sensofreddo® e conferma la vocazione di Dolfin – storica azienda dolciaria siciliana, da oltre 100 anni nelle mani della famiglia Finocchiaro – all’innovazione e alla capacità di intercettare sia il cambiamento dei tempi sia la domanda sempre più insistente, da parte delle giovani generazioni, di scelte “responsabili” e attente al delicato equilibrio ambientale del pianeta. Per prima in Italia, e in anticipo sulle direttive plastic-free dell’UE, Dolfin ha introdotto lo scorso anno sul mercato le ecocannucce biodegradabili per i Polaretti Magic Milk (9,4 milioni di singole cannucce in commercio nel 2019 e dunque altrettante in plastica “non immesse” nell’ambiente). E poi per Dolfin c’è l’invito al gioco e al riciclo creativo nell’ottica dell’educazione ambientale per i più piccini: non più un’anonima vaschetta di plastica che finisce la sua vita nella differenziata, ma una divertente proposta di svago per giocare in famiglia e in vacanza (e, forse, trascorrere un po’ di tempo lontani dagli schermi digitali) con tre disegni da colorare e la possibilità di trasformare l’ecovaschetta in nuovi e originali oggetti con altre funzioni.

“Quest’anno – spiega Santi Finocchiaro, Presidente di Dolfin spa – abbiamo pensato al nostro prodotto di punta, i Polaretti® (15 milioni di pezzi venduti nel 2019 in Italia e all’estero). Numeri stratosferici che ci hanno imposto di ripensare il loro packaging, puntando sul cartone realizzato con carta riciclata e riciclabile a sua volta dopo essere diventato persino uno strumento di gioco educativo per i bambini. Queste ecovaschette, per esempio, consentiranno a noi di Dolfin di “risparmiare” al pianeta solo per il 2020 un totale di oltre 100.000 kg di vassoietti in plastica. Sempre nell’ottica di ridurre le emissioni di CO2, ma anche – ammetto – con una punta di orgoglio “etneo”, abbiamo pensato di valorizzare i nostri ghiaccioli, sorbetti e granite utilizzando un’acqua oligominerale purissima che sgorga tra i boschi del nostro vulcano, l’Etna, patrimonio dell’Umanità e che giunge fino al nostro stabilimento di Riposto direttamente dalla sorgente di Contrada Cavagrande a Milo, a una decina di chilometri da qui”.  

Dolfin ha imboccato da anni la strada della sostenibilità ambientale avviando una serie di iniziative nella direzione dell’Industria 4.0 in tutto il ciclo produttivo e gestionale. A cominciare dall’energia solare captata dal parco fotovoltaico installato sui tetti dei capannoni e dei parcheggi aziendali capace di autoalimentare buona parte del fabbisogno interno: in 10 anni, secondo le stime del gruppo Altea, le emissioni di anidride carbonica sono state abbattute del 58%; il depuratore delle acque reflue, utilizzate in parte per irrigare i giardini, è gestito col telecontrollo grazie a un avanzato sistema informatico che consente interventi da pc o smartphone; al via la riduzione dei consumi energetici con il Bando Energia PO Fesr 2014-2020; carta e cartone vengono riciclati o recuperati a norma mentre di recente Dolfin ha aderito a progetti comunitari di ricerca e innovazione (Horizon) per studiare packaging biodegradabili e compostabili. Le vendite estere rappresentano per la Dolfin il 25 % del fatturato totale. Dolfin esporta in circa cinquanta Paesi esteri: Europa, Medio Oriente, Estremo Oriente e Nord America. I prodotti sono supportati da certificazioni di qualità, di prodotto Halal e Kosher (per le comunità ebraiche e islamiche) e Bio. Molti tra i prodotti Dolfin sono senza glutine e inseriti nel prontuario AIC (Associazione Italiana Celiachia). 

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