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Salute, le nuove terapie hanno permesso di diminuire la mortalità per l’ictus

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Oggi si è tenuta la seconda giornata dei “Martedì neurologici Iblei 2020” che ha visto in qualità di relatore uno dei massimi esponenti della Neurologia d’Urgenza in Italia e all’estero, Giuseppe Micieli, direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza dell’Istituto Casimiro Mondino di Pavia.

«Siamo onorati di aver avuto come relatore, in provincia di Ragusa, un luminare della Neurologia quale è il dott. Micieli – afferma Emanuele Caggia, dirigente medico della Neurologia di Ragusa e direttore scientifico dell’evento formativo-. La relazione è stata molto seguita e partecipata. Molto interessante il confronto con i medici e gli infermieri presenti che hanno partecipato attivamente permettendo di stabilire momenti di confronto molto importanti. L’obiettivo dei “Martedì Neurologici Iblei 2020” è fornire una informazione generale su tutte quelle che sono le patologie neurologiche con tutte le maggiori innovazioni da parte degli esperti nazionali ed internazionali che saranno presenti a Ragusa per tutto il 2020. Ringrazio l’Ordine dei Medici per l’ospitalità e tutti i partecipanti».

«L’incidenza dell’ictus in Italia, fortunatamente negli ultimi anni -ha spiegato  Micieli-, così come nel resto nel mondo industrializzato, è in lieve decremento anche se l’invecchiamento della popolazione fa costantemente aumentare il numero dei soggetti che ne sono affetti e la mortalità. Possiamo dire che l’incidenza media è di 2,1 su 1000 abitanti. È una patologia assolutamente severa, prima causa di disabilità, seconda causa di morte, la seconda causa di demenza. Un quadro abbastanza importante se si considera che, in particolare, nel sesso femminile abbiamo una presenza di mortalità nelle pazienti che hanno avuto l’ictus largamente superiore a quella dei maschi. Ci sono più morti legate all’ictus rispetto a quelle del tumore al seno di cui si parla molto più spesso. L’ictus è una patologia che molto volentieri si dimentica, si nasconde, ma crea delle disabilità importanti. La prevenzione è la prima regola ed è il motivo per cui nei Paesi industrializzati c’è una riduzione notevole di questa grave patologia. Naturalmente, il primo trattamento da fare è quello dell’ipertensione. Trattare l’ipertensione è limitare un fattore di rischio rilevante. Soprattutto con l’avanzare dell’età è importante curare anche la fibrillazione atriale, soprattutto frequente nell’età avanzata. La frequenza maggiore si registra sopra i 60 anni ed essa prevale nelle pazienti di sesso femminile. L’introduzione di nuove terapie con anticoagulanti diretti è uno dei motivi per i quali c’è una riduzione dell’incidenza dell’ictus registrata anche in Italia negli ultimi anni».

Il prossimo incontro dei “Martedì Neurologici Iblei” vedrà come relatore, martedì 17 marzo, Giancarlo Comi, professore straordinario di Neurologia e direttore della scuola di specializzazio

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