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Sagra della Favazza termitana: antica pietanza della Nuttata ra Maronna

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Una folla oceanica di palati alla ricerca dell’antica pietanza della nuttata ra Maronna. Più in generale, tutti i sensi degli oltre quindicimila partecipanti sono stati investiti dal ricco programma di questa III° edizione della “Sagra della Favazza termitana” che quest’anno ha registrato delle importanti novità: l’avvio dell’evento “anticipatore” del più vasto programma della manifestazione (#aspettandolafavazza) – concretizzato attraverso il convegno intitolato “Termini Imerese, la città della focaccia”, svoltosi sabato 30 novembre a partire dalle ore 18,30 – e la domenica 1 dicembre con la cascata di svariate attività – con l’apertura delle chiese monumentali a cura degli alunni dell’I.C.S. “Balsamo – Pandolfini” nell’ambito del progetto “Un tesoro di città”, la mostra per “Presepiando in vetrina con i presepi nei negozi del centro commerciale di Termini Imerese a cura dell’associazione Presepiando, e ancora stand con produzioni artigianali, degustazioni, animazione bimbi, show cooking, musica, esibizioni sportive – e naturalmente tanta favazza con i suoi inconfondibili aromi, pronta a sedurre i palati dei visitatori.

Un’edizione davvero sorprendente per numeri ma anche per due notizie – svelate durante il convegno – che faranno l’ossatura di questa icastica pietanza siciliana: la prima ha riguardato l’inserimento della favazza nel progetto Canestrum casei – un’iniziativa scientifica che vuole migliorare i canali di commercializzazione e vendita di quindici formaggi del Sud Italia a forte rischio di estinzione – la seconda e non meno importante quella dell’avvio del processo di riconoscimento De.Co. (la Denominazione comunale d’origine), il primo importante tassello per tutelare e valorizzare l’identità e la memoria di questo angolo di Sicilia.

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