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Ricordiamoci di quelle cose che ci fanno stare bene

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Buon anno a tutti.

Confesso che in questo periodo di feste ho avuto qualche problema a scrivere, vuoi per  lo scombussolamento della quotidianità che queste festività portano, ma anche per un cambiamento umorale che, almeno a me,  procurano.

Pensavo a cosa potessi scrivere sul Natale, cose tipo “la magia del Natale”… quegli argomenti insomma che vediamo in certi film d’oltre oceano (mio padre le definiva americanate), dove tutti sono inebetiti da questo spirito natalizio che , ancora non s’è capito come, dovrebbe scendere su tutti, facendoli diventare più buoni, e altruisti, in cui compaiono personaggi indefiniti, tipo elfi o qualcos’altro che compiono prodigi, sorvolando su quello che è l’essenza di questa ricorrenza…. e a parer mio questa trasformazione è già una magia di suo.

E’ comunque vero che qualcosa avviene in ciascuno, vuoi per chi si ritrova con la famiglia, vuoi per chi invece non ne ha la possibilità, la gioia dei bambini ( dove ci sono) che contagia anche gli adulti e , non ultimo, per chi avendo già un’età non più verde, comincia a contare i ricordi dei passati anni, insomma una verifica di vita… come diceva il grande Enzo Biagi: “ non so quanti panettoni mangerò ancora”, una sorta di cadenza annuale che si conta a …. panettoni.

Volenti o nolenti si è un poco più sensibili, e forse per questo una notizia letta su internet, mi ha fatto riaffiorare la tristezza, in modo più forte del dovuto; per cui avrei voluto dire qualcosa di più “incisivo”, ma mi rendevo conto che sarebbe stato uno sfogo e la cosa non mi piaceva, quando si parla o si scrive deve essere per costruire, non per scagliare sugli altri le nostre frustrazioni…. comunque qualcosa volevo trasmettervi, ma cosa?

Botta di genio, o di Spirito natalizio, una di quelle frasi melense che appaiono spesso sui social, che dovrebbero avere lo scopo di insegnarci a vivere, mi ha acceso la lampadina. Più o meno il senso era questo “rinfacciamoci ogni tanto le cose positive”… ecco, perché non provare a rinfacciare a me stessa qualcosa di positivo, qualcosa che nella vita mi ha dato gioia e ancora. il solo pensiero, mi fa stare bene. Due piccioni con una fava, trovare un argomento valido per il mio articoletto e scacciare i demoni della malinconia.

Mi faccio tornare alla mente la piacevole sorpresa che mi procurò, durante la mia lunga carriera artigiana, la visita di un cliente che veniva per annunciarmi che era diventato padre di due gemelline. Voleva fare le bomboniere per il battesimo che si sarebbe svolto l’otto di settembre. Eravamo a fine luglio e non c’erano i tempi necessari, dato il fermo delle aziende per il periodo estivo. Con tutta la buona volontà non sarei riuscita a ordinare e mettere in lavorazione gli oggetti. Mi guardò un attimo pensieroso, poi  si risolse dicendomi .” Che problema c’è? Rimandiamo il battesimo!”. Sentivo che quel gesto nasceva da un rapporto di stima e considerazione che era stato coltivato aldilà dell’aridità commerciale.

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