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Ragusa, riapre la “storica” libreria “Paolino”

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Il primo libro venduto? “L’albero dello yoga” di B. K. S. Iyengar. Ma nella prima mattinata della riapertura della storica Libreria Paolino di Ragusa clienti affezionati e nuovi lettori hanno acquistato classici e novità del panorama letterario italiano. Venduto anche un testo di natura scientifica per una ricerca universitaria e uno degli ormai famosi libri de “Il commissario Montalbano” di Camilleri. Nel pomeriggio piacevole visita a sorpresa da parte del sindaco Peppe Cassì e del prefetto Filippina Cocuzza.

Grande interesse per la riapertura della libreria grazie alla nuova proprietà che ha deciso di mantenerne il nome originario. Una data importante, quella del 4 maggio, che segna per l’Italia l’inizio di una nuova fase dopo il lockdown e per la Libreria Paolino l’avvio di una nuova avventura, sotto la guida esperta di Chiara Guastella, Elio Guastella e Antonio Scribano del team di Ubik di Ragusa superiore e Marina di Ragusa, e di Massimo Occhipinti, ex dipendente della precedente gestione che ritorna tra i suoi amati scaffali anche sotto la nuova direzione. Già in tanti hanno fatto visita ai nuovi librai per far loro gli auguri per questo nuovo progetto e ovviamente per fare i primi acquisti. Un inizio positivo per questa scelta imprenditoriale a dir poco coraggiosa, vista la crisi che il settore dell’editoria sta attraversando, ma anche l’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo e le profonde difficoltà che da anni attanagliano il centro storico cittadino. Ma la nuova proprietà ha voluto portare avanti il suo progetto già programmato, dando così un chiaro segnale anche per il rilancio del centro storico. Una boccata di ottimismo per il futuro. Ragusa ha risposto da subito: clienti più affezionati, nuovi acquirenti, ma anche gli esercenti del centro storico, in molti hanno circondato con il loro affetto e sostegno il team. “Siamo orgogliosi di dare continuità a questa storica libreria che è un pezzo della storia di Ragusa, cara anche a Gesualdo Bufalino e Leonardo Sciascia – commentano Chiara Guastella e Antonio Scribano – tutti gli indicatori sconsiglierebbero qualsiasi nuova apertura, ma noi abbiamo voluto credere nel nostro progetto e in quest’opportunità. Certo, il periodo non è dei migliori, per questo la libreria, come tutti i settori legati alla cultura, necessita del coinvolgimento della città che in qualche misura speriamo si senta chiamata a rispondere a questo appello”.

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