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“Progetto Dante”: a Catania, tre giorni di arte, musica, letteratura, spettacolo

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Tre giorni dedicati a Dante ed alla Divina Commedia. Tre giorni all’insegna dell’arte, dello spettacolo, della musica, della letteratura, dedicati al sommo poeta fiorentino. Al Teatro Machiavelli di Catania, dal 9 all’11 marzo, è in programma una manifestazione dal titolo  “Progetto Dante”. La manifestazione sarà ospitata al Teatro Machiavelli, (Palazzo Sangiuliano, piazza Università).

“Progetto Dante vedrà, tra i momenti salienti, la pwrsonale di pittura di Corrado Peligra, dal titolo emblematico “Per me si va nella città dolente”. La mostra sarà apeeta durante i tre giorni dell’evento e coninuerà per tutto il mese di marzo.

NOTA DI CORRADO PELIGRA

“Corredare” di dipinti sull’Inferno tre giornate su Dante che contano due seminari, spettacoli teatrali, concerti. Questa la proposta fattami, due mesi or sono, dal Teatro Machiavelli. Avevo in effetti composto di recente dei “paesaggi danteschi” e non sarebbe stato difficile continuare a lavorare sul tema. Ma mi sembrava che la circostanza richiedesse ben più precise espressioni di quelle semplicemente, o genericamente, spaziali, ed ho visto tutte le difficoltà di tale impresa. La densità narrativa e figurativa dell’Inferno, la ‘prepotenza’ dei suoi personaggi, si prestano alla pittura figurativa, e mi sembrava che poco si prestassero al mio orientamento afigurativo e informale. Sennonché ho poi pensato ad alcune Malebolge, e ho accettato la proposta.

Il mirum verum delle raccapriccianti metamorfosi del canto XXV, degli sbalorditivi squartamenti del canto XXVIII, delle fiamme da cui parla Ulisse nel canto XXVI, poteva in fondo essere rappresentato prescindendo dalle figure e dalla esatta meccanica che lo rappresentavano ed essere rilanciato dalla irregolarità dei disegni, dai flussi e dalle espansioni del colore della mia pittura. Mi sono allora avviato a una ricerca di autonomia e differenza di forme che di quei canti riproponesse però l’ibrido di moralismo e sofferenza, e pure la fisicità categorica, l’estremità carnale ove la condanna teologica si perde quasi del tutto.

Si è trattato, in sostanza, non certo di cercare quali segni potessero ritrarre gli episodi danteschi, quanto di vedere quali segni l’inferno dantesco poteva suggerire a una autonomia di forme pittoriche coerente con la cultura contemporanea; dunque non di rappresentare i contenuti danteschi ma di trattenerne residui emotivi e certa ‘meccanica’  (metamorfosi, movimenti di fiamme, squartamenti, ecc.) nella fedeltà ad altri linguaggi.

Un approccio, alla fine, fenomenologico, che pur partecipe della narrazione dantesca, investe sulla differenza: del pluralismo di scrittura dantesco, delle forme pittoriche rispetto alla scrittura, dell’Altro dell’arte e dell’artista.

Del resto le Malebolge, come ha visto la nuova critica (Sanguineti in testa), sono attraversate già nel testo da mistioni ed eterogeneità impreviste e spiazzanti che implicano, già nella lettura, di esulare da schemi interpretativi rigidi e di poter passare a una visione contemporanea. Vale, per esempio, l’alternanza e/o mistione di tragico e comico, e quella corrispondente di classico e contemporaneo, o di mito e storia: Virgilio verso Ulisse in linguaggio alto e parola ornata, Dante verso Alessio Interminelli in  linguaggio comico e parola chiara e diretta.

Una commedia che rappresenta la verità in forme surreali estreme (“un ver ch’ha faccia di menzogna”), pressoché in una autonomia del significante che da sé pressa verso la visione contemporanea, sono poi le raccapriccianti metamorfosi e gli squartamenti dei canti XXV e XXVIII. Cianfa Donati, in forma di serpente a sei piedi, e Agnolo Brunelleschi si accoppiano fondendosi in un mostro unico, un uomo e un serpente si accoppiano e ognuno muta nella natura dell’altro. Maometto appare a Dante interamente spaccato, con le budella penzoloni tra le gambe, cuore polmoni stomaco intestino in vista.

Siamo pure nella festa carnevalesca teorizzata da Bachtin e mai finita: trionfo della assenza di regole, del corpo e del mutamento, violenza e lacerazioni incluse.

 

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