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“Pina”, il film di Win Wenders al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo

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La rassegna cinematografica organizzata dalla Fondazione The Brass Group, Jazz On Movie & …Altro, rende  omaggio alla celebre coreografa tedesca Pina Bausch, grande protagonista dell’universo femminile del nostro tempo e icona della danza contemporanea. Giovedì 8 marzo alle ore 20.45, al Real Teatro Santa Cecilia, “Pina”, di Win Wenders, in lingua originale con sottolitoli. A introdurre l’opera è la giornalista ed esperta di danza Daniela Cecchini.
Fin dagli anni Settanta, infatti, Bausch è stata tra i creatori di quel Tanztheater (audace intreccio di mimo, danza, teatro drammatico e psicoanalisi di gruppo) poi tenacemente sviluppato e portato allo stato dell’arte. Ma la dedica è ancor più pertinente poiché Bausch è stata un’ artista profondamente innamorata di Palermo (tanto dei suoi angoli luminosi ed eleganti quanto dei più degradati e periferici) e della sua gente. La sua azione ha lasciato un’orma profonda sul nostro tessuto culturale in virtù del fondamentale lavoro svolto col Teatro Biondo e della frequentazione diretta, assidua e appassionata di ogni miseria e nobiltà della nostra città. L’idea del film nasce dalla sincera ammirazione di Wenders (altro artista innamorato di Palermo) per l’arte della illustre connazionale e dall’antica amicizia tra i due. Interesse e amicizia che, in realtà, risalivano al 1985, allorché Wenders era rimasto folgorato dalla visione di “Café Müller” un balletto con le coreografie di Bausch (su musiche di Henry Purcell). Il regista, però, poté realizzare il suo intento solo molti anni più tardi. Le riprese, infatti, iniziarono soltanto nel 2008 e proseguirono anche dopo la morte della coreografa, scomparsa nell’estate del 2009.Del tutto rimarchevole la trascinante colonna sonora alla quale danno contributo musiche di varia provenienza stilistica e artisti abbastanza inconsueti come il chitarrista e cantautore tedesco Thom Hanreich (che fa la parte del leone), il giapponese Jun Miyake, lo statunitense Wade Schuman con la sua bluesband Hazmat Modine, la tradizione sefardita della New World Renaissance di Owain Phyfe, statunitense di origine gallese, la classicità barocca di Henry Purcell eseguita dalla English Chamber Orchestra, il fado portoghese di Eduardo de Melo e Jorge Machado interpretato dalla voce di Ana Moura, le delicate figurazioni oniriche del francese René Aubry e l’elegante dance elettronica del brasiliano Amon Tobin, noto come Cujo. 
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About Author

Giornalista, laureata in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, collabora con il Giornale di Sicilia, agenzia Ansa, con la trasmissione Rai "UnoMattina - Storie Vere", con la rivista “Città Nuova”, il quotidiano on line Siciliainternazionale, il mensile “Agrisicilia”. Precedentemente, ha lavorato nelle emittenti televisive Telecittà Val d’Ippari, e20sicilia e Videouno, ha collaborato con il quotidiano on line “Il Giornale di Ragusa”, con il settimanale “Centonove”, con i quindicinali “Insieme” e “La Città”. Ha insegnato lingua italiana nella “Santa Maria Goretti Secondary School” di Tarxien (Malta). Nel 2009 ha ricevuto il “Premio giornalistico Angelo Campo”, assegnato dal Panathlon Club di Ragusa e dalla Provincia Regionale di Ragusa.

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