fbpx

Mezzagnone, un monumento e i suoi misteri. Visita guidata dell’Archeoclub Vittoria

0

Visita guidata nel monumento di Mezzagnone. A guidare la visita è stato l’archeologo Giuseppe Labisi, presidente dell’Archeoclub Vittoria. Con lui anche le colleghe leda Pace e Ilenia Licitra, quest’ultima autrice di uno studio personale su Mezzagnone, culminato nella tesi di specializzazione.   Labisi (esperto di archeologia islamica) ha sottolineato gli elementi che, nel monumento di Santa Croce Camerina, fanno ritenere che esso sia stato realizzato nel periodo della presenza islamica in Sicilia, quindi dopo l’anno ‘800. Ma non è escluso che il monumento sia di un periodo precedente e che sia stato riadattato in un secondo momento. Gli scavi realizzati otto anni fa evidenziarono che il monumento contiene degli elementi che rendono certo il suo utilizzo come edificio termale. Lo stesso termine popolare “u vagnu di Mezzagnuni” , con il quale era noto nella cittadina di Santa Croce, danno conferma a questa ipotesi. Un’ipotesi accarezzata dall’archeologo Giovanni Distefano, peraltro, alcuni anni fa, aveva fatto propendere per un probabile monumento sepolcrale, collocabile qualche secolo prima (600- 700 dopo Cristo), mentre l’utilizzo come edificio termale (peraltro in una zona che è vicinissima alla “Fonte paradiso” potrebbe essere successiva.

Labisi ha però portato un’altra ipotesi. L’edificio di Santa Croce presenta delle similitudini stilistiche con  le terme di Jabal Says, in Siria (VIII secolo). L’edificio, però, potrebbe essere antecedente all’800 (data dall’arrivo degli arabi in Sicilia) .

Labisi ha richiamato le varie interpretazioni date nel tempo dagli studiosi (Tommaso Fazello, nel 1558, parlava di tre bagni nella zona, due dei quali oggi scomparsi). Uno tra questi sarebbe stato ancora presente nella zona del litorale fino all’inizio del secolo scorso, ma il ricordo sopravvive solo  nel racconto dei nonni, mentre non c’è nessuna certezza sulla sua esatta collocazione. L’edificio sarebbe stato poi travolto, inesorabilmente, dall’ondata edificatoria del litorale. Di “bagno” parlò anche Paternò Castello, Paolo Orsi individuò una “chiesetta bizantina”, ipotesi oggi tramontata. Anche il cartello con la scritta “Chiesetta bizantina di Mezzagnone”, presene fino a qualche anno fa, oggi è stata rimossa. Giovanni Uggeri e Stella Patitucci hanno parlato di “terme”. Anche l’archeologa Ilenia Licitra propende per l’ipotesi dell’edificio termale. Secondo Licitra, il toponimo Mezzagnone deriva dall’arabo “manzil (= casale): un termine che aarebbe presente anche nella toponomastica di altre località siciliane (ad esempio  Mezzojuso)

Oggi, c’è una certezza. Non sappiamo cosa fu in origine il monumento di Mezzagnone, ma esso fu certamente riadattato ed utilizzato come edificio termale islamico. le tracce sono evidenti. Gli scavi di otto anni fa non sono stati completati. Gran parte dell’area è ancora da scavare. Se gli archeologi torneranno al lavoro in quella zona potrebbero emergere altre interessanti novità.

Share.

About Author

Giornalista, laureata in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, collabora con il Giornale di Sicilia, agenzia Ansa, con la trasmissione Rai "UnoMattina - Storie Vere", con la rivista “Città Nuova”, il quotidiano on line Siciliainternazionale, il mensile “Agrisicilia”. Precedentemente, ha lavorato nelle emittenti televisive Telecittà Val d’Ippari, e20sicilia e Videouno, ha collaborato con il quotidiano on line “Il Giornale di Ragusa”, con il settimanale “Centonove”, con i quindicinali “Insieme” e “La Città”. Ha insegnato lingua italiana nella “Santa Maria Goretti Secondary School” di Tarxien (Malta). Nel 2009 ha ricevuto il “Premio giornalistico Angelo Campo”, assegnato dal Panathlon Club di Ragusa e dalla Provincia Regionale di Ragusa.

Comments are closed.