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Maltempo a Siracusa, rinviata al 2 marzo la presentazione del libro “Camice Rosso”

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Il maltempo che imperversa a Siracusa blocca la presentazione del libro “Camice Rosso”. La presentazione del volume, opera del medico neurologo Emanuele Caggia, era prevista per il 23 febbraio, ma il maltempo che ha flagellato soprattutto la zona del siracusano, causando anche notevoli danni, ha convinto gli organizzatori a rinviare l’appuntamento. Il saggio di Caggia, edito da Kimerik, sarà presentato il 2 marzo, alla libreria Diana, alle 17,30 a Siracusa. Il libro del noto medico neurologo, specialista nelle malattie del sonno, contiene gli argomenti ‘caldi’ della sanità: dalle aggressioni ai medici nei pronto soccorso, nelle guardie mediche, negli ospedali, all’ormai temibile ‘Dr Google’ cui molti pazienti si rivolgono ancor prima di andare dal medico con le problematiche annesse e connesse che ne scaturiscono. Dalla dedica, all’ultima pagina, è una lettura che scorre tutta d’un fiato. Racconta aneddoti che solo un medico impegnato quotidianamente può conoscere e spiegare senza mezzi termini, in  maniera chiara e diretta.

La prefazione è a cura del sociologo e giornalista Francesco Pira. Modera l’incontro di domani la giornalista Melania Sorbera. Reading a cura di Roberta Maci, musicista.

“Faccio il medico in ospedale da oltre 25 anni. Mi occupo di Neurologia. Un  colpo di fulmine sbocciato tantissimi anni fa. Non pensavo di scrivere un libro – racconta Caggia -. Ma le riflessioni che sono al suo interno sono frutto di un pensiero spontaneo che mi accompagna e cresce ogni giorno quando lavoro, leggo i giornali, guardo la tv o seguo i notiziari. Ecco, ‘Camice Rosso’ è anche questo, districare il senso delle parole che arrivano come pietre nei pazienti dai mass media, dalla politica, ma anche da “dottor Google”, e dalle quali è difficile guarirle. Spesso più della malattia in sé. Se ci si ammala dell’idea che ci si è costruiti davanti allo schermo è difficilissimo dissuadere il paziente. Ce la mettiamo tutta, e credo di poter parlare a nome di tutti i miei colleghi. Nessuno di noi metterebbe a rischio un solo paziente. Ma è chiaro, possiamo sbagliare. Come tutti in tutti i lavori. Anche se noi siamo in prima linea perché la vita e la salute sono il bene più prezioso che ciascuno di noi ha

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