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Luca Seta: “Il mio nuovo album ‘Ricomincio da qui’: la svolta della vita”

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Luca Seta presenta “Ricomincio da qui” (prodotto da GjSound e pubblicato da Dasè Sound Lab), secondo album dell’artista dopo “In viaggio con Kerouac”. L’uscita del nuovo disco, disponibile in digital download, sulle piattaforme streaming e nei negozi tradizionali, è stata preceduta dal singolo omonimo scritto dallo stesso Luca Seta e Gabriele Buonasorte, sassofonista, arrangiatore e direttore artistico dell’intero disco. (presentazione alla Feltrinelli, via Etnea, il 26 marzo, alle 19).

“Ricomincio da qui” contiene dodici brani, di cui tre monologhi, che raccontano il pensiero dell’artista in maniera molto diretta. Ecco cosa ci ha raccontato l’artista di Borgosesia a proposito di questo progetto:

Qual è il significato di Ricomincio da qui? E che aspettative hai da questo nuovo album?

Inizialmente è stata una svolta psicologica nella mia vita… nel senso che a un certo punto della mia carriera (in un periodo in cui non andava per niente bene) mi sono accorto che non andando bene il lavoro non andava bene neanche la mia vita… più semplicemente non ero felice… nel mio lavoro,  come in molti altri,  spesso si dipende da altri… a volte non basta mettercela tutta per riuscire e quindi ho realizzato che mettevo la mia felicità in mano ad altre persone… e non va bene… se non scegliamo noi di essere felici e non prendiamo noi in mano la nostra felicità non la raggiungeremo mai e quindi quel “caldo giovedì” ho scelto di essere felice e di ricominciare. La vita poi ha fatto in modo che questo ricominciare acquisisse anche un altro senso, direi più pratico e fisico… A ottobre, causa incidente,  ho rischiato di perdere la prima falange del dito medio della mano sinistra e quindi di non poter suonare mai più… ma grazie al Professor Pajardi e al dottor Cortese della clinica San Giuseppe a Milano, a due interventi e a Elena, la mia fisioterapista (un Angelo), tra un anno potrò ricominciare a suonare… quindi tutto considerato… Ricomincio da qui in tutti i sensi…

Per quanto riguarda le aspettative sarebbe meglio non averne mai e lavoro su me stesso ogni giorno in questo senso, ma se devo dire la verità quello che vorrei di più in assoluto è suonare dal vivo il più possibile… suonare, suonare, suonare!

Nei tuoi testi sei molto diretto, questo spesso può essere un’arma a doppio taglio. Lo stesso discorso vale per i social, permettono agli utenti di essere estremamente diretti, ma allo stesso tempo possono diventare un problema per chi si trova dall’altra parte dello schermo rispetto a chi scrive. Cosa ne pensi?

La cosa che amo di più nella vita è la chiarezza… in ogni suo aspetto… non la vedo come un’arma tanto meno a doppio taglio… a uno puoi piacere o meno, ma almeno sa cosa pensare di te… non ho mai amato i discorsi poco chiari e tantomeno le persone poco chiare che li fanno. Detto ciò la verità assoluta non esiste (e meno male) e sicuramente io non ne sono il profeta. Dico semplicemente quello che penso e mi piace ascoltare quelli che la pensano diversamente da me, c’è sempre da imparare nella vita e il confronto, nel rispetto dell’altro, è una delle cose più belle che possano esserci a questo mondo.

Che sensazioni ti da salire sul palco con la tua musica? Che importanza ha esibirsi all’Auditorium Parco della Musica (8 aprile, Roma) luogo dove si esibiscono e si sono esibiti grandi artisti? Per te che sei anche attore che differenze ci sono nello stare sul palco da attore piuttosto che da cantante?

Mi sento nudo, ma non è una cosa brutta anzi… è un po’ come fare il bagno nudi in mare. La sensazione sulla pelle è meravigliosa e allo stesso tempo ti senti vulnerabile, ma vince la prima sensazione di meraviglia. Le prime volte me la facevo sotto di brutto ma adesso fortunatamente… è uguale!

Ma una volta lì è bellissimo, non penso a niente… semplicemente vivo il momento e ogni volta è diverso… è magia!

Se penso che pochi giorni prima ci suonerà Bob Dylan… wow! Che figata! Una figata pazzesca! Ma oltre che per il prestigio anche per l’acustica… hanno costruito quel luogo per la musica millimetro per millimetro e lo hanno fatto magnificamente…  suonare lì è fantastico!

Da attore, tornando alla domanda di prima, mi sento un po’ meno  nudo… Forse perché fino ad ora ho interpretato ruoli scritti da altri e non sono mai stato sul palco  da solo. Probabilmente proverei la stessa sensazione se dovessi cimentarmi in un monologo scritto da me, ma in ogni caso la magia di stare sul palco è sempre la stessa magia…
Morgana Bonesi

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