fbpx

Le Vie dei Tesori a Ragusa, Modica e Scicli, nel cuore del barocco siciliano

0

Il cuore del Barocco, il Val di Noto prezioso protetto dall’UNESCO, dove ogni palazzo, ogni balcone, ogni convento, sembra nascere dalla mano di un artista. Il RagusaShire, come lo chiamano alcuni, è alla sua seconda esperienza con Le Vie dei Tesori e coinvolge la maestosa Ragusa, la nobile Modica e Scicli, il gioiello amato dalle fiction. Saranno esperienze per viaggiatori appassionati: si “volerà” di campanile in campanile, si scoprirà dove nasce il cioccolato degli atzechi, si scenderà nelle grotte nascoste per scoprirvi un presepe. Tra l’altro, visitabili con gli stessi coupon validi per le tre città. Da venerdì 4 a domenica 20 ottobre, tre weekend da non dimenticare, con programmi che affiancano quelli delle due “capitane”: Palermo dove il festival è un appuntamento fisso da 13 edizioni e dove quest’anno aprono le porte 170 luoghi, con esperienze, eventi, passeggiate e un programma KIDS; e Catania, alla sua seconda partecipazione con 50 luoghi, e un bel programma di siti su prenotazione ed esperienze. Forte di un avvio splendido – le prime dieci città siciliane negli ultimi tre finesettimana di settembre hanno sfiorato gli 80 mila visitatori tra Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Acireale, Siracusa e Noto, Sambuca, Sciacca e Naro – LE VIE DEI TESORI ritorna dunque nel Ragusano che riparte da un “tesoretto” di 21 mila presenze lo scorso anno, con il pubblico affascinato da intarsi barocchi, chiese rupestri e palazzi sontuosi.

“Un vero tour alla scoperta di tre città che formano un percorso per viaggiatori appassionati – spiegano il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì e l’assessore al Turismo Francesco Barone che hanno presentato il festival al fianco dell’assessore comunale al Turismo di Modica, Maria Monisteri, e dell’assessore comunale alla Cultura di Scicli, Caterina Riccotti – un lavoro comune che parte dal riconoscimento dell’unicità del territorio”. I tre Comuni sottolineano non solo la collaborazione in atto tra le singole amministrazioni, ma anche la partecipazione dei giovani e dei volontari. “In tutta la Sicilia partecipano 1800 giovani, il festival cammina sulle loro gambe: sono loro a raccontare luoghi che di solito sono “muti” – interviene  Laura Anello, presidente dell’Associazione le Vie dei Tesori – il Ragusano è anche una delle mete scelte per i nostri “viaggi dei tesori”.

Quest’anno il percorso è ancora più particolare, vediamolo città per città. A partire dai venticinque luoghi a RAGUSA, divisi tra la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale; e Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto), miraggio di luci e di ombre, palazzi e musei. Dove apre perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in tappe-gioiello, per veri appassionati, come per esempio le piccole cappelle rupestri (non perdete San Rocco con la sua “cona”), ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio; sant’Agata ai Cappuccini con un trittico di Pietro Novelli, o le mensole grottesche dei balconi di palazzo Zacco. Ma è già facile prevedere che il boom lo faranno le visite in notturna ai tre campanili – nel terzo ed ultimo weekend, dalle 18 a mezzanotte, un colpo d’occhio straordinario sulla vallata -, in collaborazione con le Scale del Gusto. Si potrà salire in vetta alla torre campanaria di Santa Maria delle Scale, scampata al terremoto, sotto cui c’è un fonte battesimale scolpito nella pece; o a Santa Maria dell’Itria che possiede anche una cupola ottagonale a maioliche con iris di vari colori; e trovare al Purgatorio un campanile che è separato dalla chiesa, anzi la affianca e poggia su un tratto delle mura bizantine del castello di Ragusa. Due le passeggiate che porteranno alla scoperta dei riti della vecchia Ragusa, tra santi e processioni, e alla particolarissima cava, sotto i ponti della città, tra latomie, forni per la calce, mulini e tombe protostoriche.

 

Share.

About Author

Comments are closed.