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Il Brigante dell’Etna – PARTE 13 – La carne cotta sulla “rannula” – oleandro

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Un giorno il pastore di Pietramarina preparò un bel fuoco ed arrostì un castrato bello grosso, dandone pure al brigante, che sospettoso per natura e per necessità capì che sotto ci poteva essere qualcosa. Vide, un po’ lontano dal fuoco, delle frasche di oleandro, che nel fiume Alcantara e nei valloni in genere, dove c’è acqua, cresce rigoglioso, che il pastore aveva portato sicuramente da lì – e un pastore che ci fa con l’oleandro che è velenoso e le pecore se se lo mangiano muoiono? – e si insospettì. Il pastore aveva fatto un grave e grosso errore: quello di non nascondere o bruciare le frasche di oleandro. Ggiddiu diede allora ad un cane che era lì ad aspettare, ignaro del boccone avvelenato, i pezzi di carne, e a questo gesto il pastore capì e fuggì di corsa prima che il cane avesse il tempo di morire. Se il pastore avesse avuto più sangue freddo avrebbe potuto salvarsi la pelle. Il brigante dell’Etna, vedendo che il pastore fuggiva, capì che questi aveva il carbone bagnato, e gli sparò alle spalle, senz’alcuna pietà; non l’aveva mai fatto con alcuno.

«Così muoiono i traditori!» gli gridò; «T’ho dato da mangiare, soldi a palate, e questo è il ringrazio», e nel mentre diceva questo lo riempì di proiettili col suo mitra che teneva sempre a coscia, a portata di mano.

Il pastore rotolò per terra in una danza macabra, sembrava posseduto dal demonio, e il brigante, mentre il pastore spirava gli recitò: «Cu d’un sceccu ni fa un mulu u primmu cauci è u sò» “Chi di un asino ne fa un mulo” – ossia lo rende più forte, “il primo calcio lo prende lui”.

Mai proverbio era stato tanto più veritiero. E gli sputò addosso. Le pecore restarono giorni e giorni a vagare senza padrone, per la gioia dei contadini delle campagne circostanti, che accomodarono per un po’ di tempo. Era tempo di guerra e una pecora faceva comodo. Chi aveva ordito tutto questo?  Per quale somma? Per quale motivo? I carabinieri? Qualche altro malavitoso? Qualcuno che ce l’aveva con il brigante dell’Etna? I carrettieri messisi d’accordo? Il brigante dell’Etna questo non lo capì mai, ma prontamente cambiò aria; passò dalla locanda della sua amica, fece rifornimento e andò a nascondersi in una delle case che Mussolini aveva fatto costruire per la strada che va verso Novara di Sicilia. Stette lì parecchi giorni e quando i viveri incominciarono a scarseggiare, pensò di spostarsi a Novara di Sicilia.

Qui  c’erano  parenti  dei  Gullo  di  Linguaglossa,  detti  “i Nuvarisi”,  che  si  erano  stabiliti  a  Linguaglossa  molti  anni prima, per via della lavorazione del pino laricio. Erano bovari abilissimi, che conducevano le “paricchie” –pariglie- di buoi come niente fosse, ci parlavano ai buoi, e i buoi obbedivano (Linguaglossa  un  tempo  aveva  cento  “paricchie” di  buoi, dunque          duecento           buoi,               e                 attorno  a    questi       fiorivano      i maniscalchi e c’era tanto lavoro lungo la via dello “strascino”- “a trainara”-  per portare i tronchi di pino laricio dalla pineta a valle). Poi a Linguaglossa fecero la teleferica che portava un tronco  al  paese  ogni  sette  minuti.  I  bovari  bruciarono  la teleferica perché toglieva loro il lavoro, ma nel frattempo il progresso avanzava, costruirono la strada e i tronchi venivano trasportati  con  i  camion.  Poi  finì  anche  l’utilizzo  del  pino laricio  ed  il  relativo  commercio  del  legname.  I  bovari  si adattarono ad arare la terra con i buoi, ma il lavoro moriva lentamente per la presenza dei trattori. Infine, piano piano, scomparvero anche i bovari, per motivi ovviamente anagrafici. Un grande esperto di quest’arte era Franciscu u Nuvarisi e i B. Tramite informazioni riuscì a trovare uno di questi, spiegando che lui era imparentato tramite un san Giovanni con uno di Linguaglossa, e che risultò questi essere un cugino di quello. Gli diede ospitalità e vettovagliamento.

Passati però un po’ di giorni il brigante dell’Etna prese la via del ritorno.

Si fermò un po’ di giorni nella pineta di Novara di Sicilia, che è perfettamente uguale alla pineta di Linguaglossa, con lo stesso sottobosco, le felci, il ginepro, la roverella; si trovava come se fosse a casa propria, un habitat naturale per lui, una nicchia ecologica che meglio non poteva trovare; si sentiva a suo agio, nessun problema, nessun disagio.

Stette un altro po’ di giorni in questa pineta, e dopo aver fatto tappa, sempre nelle case che aveva costruito Mussolini, per un altro po’ di giorni, ritornò nottetempo, per non farsi vedere, alla locanda.  Qui trovò novità. C’era un certo biondino, a cui la locandiera faceva gli occhi dolci, e questo al brigante non piacque, ma vuoi o non vuoi fecero amicizia, perché forse erano diventati un po’ parenti. Recita un antico proverbio siciliano: “Nicissità obbliga liggi” – la necessità obbliga la legge.

Anche questo biondino doveva essere uno che fuggiva, che scappava da qualche posto o da qualcosa o chi sa lui da chi.

Fatto sta che fecero amicizia, una specie di amicizia forzata, dettata dalle circostanze. Quest’incontro avrebbe segnato il destino del brigante dell’Etna.

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About Author

Giovanni Sciara è nato a Linguaglossa(CT), un paesino alle falde dell’Etna. Compiuti gli studi regolari,emigra a Catania per gli studiare medicina. Si laurea in Medicina e Chirurgia. Attualmente vive a Linguaglossa. Ha pubblicato: “Sull’antico stemma della chiesa di sant’Egidio Abate in Linguaglossa”2005 con ‘Il mio libro.it “Nascita e morte del torrente Lavina”2006 con ‘Il mio libro.it “Padre Bicicletta e altri racconti”2007 ,con ‘Il mio libro.it -2009-“I monaci di Santu Stasi”,racconti,con la “Maremmi Editori” “Il brigante di Pietramarina” ,romanzo storico,con la Maremmi Editori” -“La grotta del fico nero”, romanzo,con la “Maremmi Editori” -Componimenti religiosi,d’amore e di sdegno dell’antica Linguaglossa 2012,con ‘Il mio libro.it -I Vecchio a Linguaglossa e a Castiglione di Sicilia 2013 con ‘Il mio libro.it “-La fabbrica delle ostie”,spaccato degli anni ’50 e ’60,un amarcod siciliano,tra ricordo e nostalgia 2014, con ‘Il mio libro.it --2016-“Il brigante di Pietramarina”con la casa editrice Aedobooks. --2016-“Il brigante dell’Etna”con la casa editrice Aedobooks. -- 2017-“I monaci di Santu Stasi” con l’Aracne editrice. La sua scrittura viene classificata nella corrente letteraria del realismo magico o più propriamente del realismo magico siciliano.Scrive spesso sul giornale “La Sicilia”. Suoi scritti sono stati tradotti e pubblicati negli Stati uniti d’America. I suoi racconti e romanzi sono quasi tutti ambientati a Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Savoca, Forza d’Agrò e paesi viciniori. Hanno parlato di lui: Sergio Bilotti, Enza Conti, Angelo Manitta, Prof. Girolamo Barletta, Prof. Salvatore Castorina Grasso Salina, Concita Lo Giudice-Venezuela, Turibio Venera-Parigi, Antonino Sellerio, Prof Gaetano Cipolla dell’University Saint John di New York, Vanessa Stieb scenografa al teatro Colòn di Buenos Aires,Prof.essa Silvana La Porta-Giornalista-; Emilia Giuliana Papa –giornalista-; Prof.Alfonso Campisi des Universitè de la Manoube –Tunisi, Président de l’AISLL; Prof.essa Lillyrose Veneziano Broccia,della University of Pennsylvania-Philadelphia ;la Mariani,scrittrice,ecc.ecc. .Articoli riferiti a lui sono stati scritti in varie riviste letterarie e giornali, come “Il Convivio”, trimestrale di Arte,Poesia, Cultura a cura dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”, ”La Sicilia”, “Il Giornale di Sicilia” di Palermo,”Il Gazzettino di Giarre”ecc. -Ha fatto parte di giurie letterarie e teatrali. Lo scrittore Giovanni Sciara ha ottenuto notevoli riconoscimenti nazionali e internazionali: --2011 Premio Internazionale “Il Convivio” – Premio Speciale della Giuria, per il romanzo storico”Il brigante di Pietramarina” --2012 Premio Internazionale”Il Convivio” per il romanzo ”La grotta del fico nero” --2013 Primo Premio Nazionale “Angelo Musco”--Sezione Letteraria—per il romanzo storico “Il brigante di Pietramarina”. Giuria rappresentata dall’Università di Catania—Facoltà di Lettere e Filosofia. --2015 Finalista—solo due finalisti—al Premio Nazionale “Angelo Musco”Sezione Letteraria. Giuria rappresentata dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania,con l’opera “I monaci di Santu Stasi”. -E’ PRESENTE NEL DIZIONARIO BIOBIBLIOGRAFICO DEGLI AUTORI SICILIANI TRA OTTOCENTO E NOVECENTO.. -DAL NOVEMBRE 2016 FACENTE PARTE DEL COMITATO D’ONORE CANDIDATURA UNESCO PER LA REGIONE SICILIA . --2016 PUBBLICA CON LA CASA EDITRICE AEDOBOOKS DI ROBERTO TOMASSI”IL BRIGANTE DELL’ETNA”. ---2016 PREMIO INTERNAZIONALE MICHELANGELO BUONARROTI—SEZIONE “D” NARRATIVA, CON “I MONACI DI SANTU STASI”:”DIPLOMA D’ONORE CON MENZIONE D’ENCOMIO”. --2017 VINCITORE DEL PREMIO LETTERARIO “ GIOVANNI PASCOLI”,ASSEGNATO DALL’A.I.A.M.(ACCADEMIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA ROMA-PRESSO UNIVERSITÀ VALDESE CON IL ROMANZO: “IL BRIGANTE DELL’ETNA”,CASA EDITRICE “AEDOBOOKS, DI ROBERTO TOMASSI,PRIMO PREMIO ,MEDAGLIA D’ORO ,PER LA NARRATIVA EDITA.PARTECIPANTI 95. 2017 SOCIO ONORARIO “UNIONE CANTASTORIE”( STORYTELLERS UNION IN THE WORLD”). -OPINIONISTA DEL GIORNALE “LA SICILIA” --2017 RIPUBBLICA CON L’ARACNE EDITRICE DI GIOACCHINO ONORATI “I MONACI DI SANTU STASI” -- DICEMBRE 2017 PUBBLICA CON LA CASA EDITRICE ERACLE “LA BARONESSA DI GIBILROSSA” ---GENNAIO 2018 VIENE SEGNALATO AL PREMIO “ANGELO MUSCO “ PER LA SEZIONE LETTERARIA, PER IL ROMANZO EDITO,”LA BARONESSA DI GIBILROSSA”,GIURIA DELLA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOSOFIA DELL’UNIVERSITÀ DI CATANIA,PROF.TROPEA,PROF.CRISTALDI ECC. ---GENNAIO 2018 PRIMO PREMIO METAUROS 2018 ,UNIVERSITÀ PONTI, PER IL ROMANZO STORICO “LA BARONESSA DI GIBILROSSA”.PRESIDENTE PROF.GIUSEPPE TASSONE. - 2018 PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE ,PREMIO ASSOLUTO “GIOSUÈ CARDUCCI”AIAM ROMA, PER IL ROMANZO “LA BARONESSA DI GIBILROSSA” - 2018 PUBBLICA CON LA LINK EDIZIONI IL ROMANZO “GLI AMICI DI ROMA” - 2018 PREMIO INTERNAZIONALE PROSERPINA,SEZIONE CULTURA, ASSEGNATO AI SICILIANI CHE SI SONO DISTINTI NEL MONDO.

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