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I giochi della nonna con mamma e papà: la famiglia ai tempi del coronavirus

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In questo periodo oscuro dell’umanità, sembrerebbe senza senso parlare di cose futili, hobby, arte, cultura.. Soprattutto se pensiamo alle persone che vivono sulla propria pelle i dolori della malattia, dei lutti delle apprensioni per i cari che devono  lavorare: dalla sanità, al commercio, trasporti e tutti coloro che si prodigano perché la nostra vita continui più normalmente possibile.

Personalmente il mio pensiero è spesso rivolto a coloro che già erano in uno stato povertà e che ora vivono di stenti… quasi come in guerra, quasi perché loro non hanno nemmeno la casa, provo una stretta al cuore.

Dopo questa premessa, che mi sembrava doverosa perché non si può far finta di nulla, passo a qualche suggerimento per riempire gli spazi di tempo di cui ora le nostre giornate sono piene.

Avendo un  nipotino di tre anni, che vedo con video-chiamata, mi rendo conto di quanto si devono ingegnare i genitori per tenerlo impegnato e distrarlo dal desiderio di uscire o di giocare con gli amichetti.

Sicuramente questo stare insieme forzatamente, può essere anche un’occasione per riscoprire quei momenti di vita familiare che la routine quotidiana spesso ci ha strappato, approfittiamone.

Mi permetto di dare qualche suggerimento, magari molti li adottano  già, ma comunque  procediamo e facciamo scoprire ai nostri bambini che non c’è solo internet e la tv.

Una cosa molto simpatica e impegnativa può essere quella di fare le “cornicette”, cioè quei disegnini che facevamo ai miei tempi (remoti) per abbellire le pagine dei nostri quaderni a quadretti, tipo gli schemi del ricamo a punto croce, per intenderci.. Sicuramente su internet troverete dei disegni da seguire. Occorre un quaderno o fogli a quadretti grandi o piccoli, una matita e dei colori (in mancanza anche pennarelli). Si segue lo schema scelto e si procede sul foglio e procedere poi colorando. E’ un lavoro impegnativo che richiede attenzione e, a mio parere, aiuta il bambino a coordinare. Naturalmente il grado di difficoltà si sceglie a seconda dell’età. Non è necessario saper disegnare, anzi direi che questo esercizio apre le porte alla passione per il disegno o la pittura.

Se in casa c’è più di un bambino, si può fare un poco di teatro, animando una fiaba per esempio, oppure una situazione che i bambini hanno vissuto, tipo una gita o una vacanza. Importante è coinvolgerli nella scelta dei vestiti, dell’ambientazione e anche dei dialoghi. Lasciare a loro il massimo spazio di espressione. In fondo quando eravamo piccoli noi, bastavano due sedie e una copertina per fare la casa, oppure mettere in fila delle sedie per creare un treno e fantasticare su un viaggio virtuale, allora non esisteva questa parola ma certo la fantasia ci faceva attraversare luoghi straordinari.

Possono sembrare cose banali, ma vi assicuro che aprirete un mondo sconosciuto ai vostri bambini, partecipate anche voi. Lo scorso anno ho fatto una casina al mio nipotino, usando un asciugamano da spiaggia e ho visto che ancora oggi per lui è un divertimento al pari degli innumerevoli  giochi a disposizione, ma con l’aggiunta di quella gratificazione che si chiama “questo l’ho fatto io” tradotto io ho realizzato qualcosa, io sono in grado di fare qualcosa… e vi pare poco?!? Gli psicologi la chiamano conquista dell’autostima.

Spero di non avervi annoiato, a presto nella speranza che i giorni a venire siano migliori per tutti.

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