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Grotte, la mostra “Amore” di Giuseppe Librici e Gloria Vernengo

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Successo di pubblico e di consensi per la personale di pittura e scultura degli artisti Gloria Vernengo e Giuseppe Librici, ispirata interamente al tema dell’ amore.

Due interpretazioni che, nella loro eterogeneità, hanno reso l’atrio del palazzo comunale di Grotte (Ag) per 9 giorni, una location davvero suggestiva e carica di pathos.

Ma perché i due artisti, che solo pochi mesi prima sono stati protagonisti di un’ altra personale ispirata ai 4 elementi della natura,  adesso si cimentano in un tema così intimo quanto delicato? “Perché è l’ Arte che si mostra in tutto il suo splendore: amore non è solo il sentimento in un rapporto di coppia, amore è tutto e la cultura è amore – afferma Gloria Vernengo -come i bambini che si sono esibiti nel corso dell’ inaugurazione, il gruppo folkloristico che porta la tradizione della terra di Sicilia, i maestri pasticceri, i gastronomi: si tratta sempre di un atto d’ amore perché senza ciò non esisterebbe Arte e quindi Amore per l’ Arte “.

Il rosso in tutte le sfumature, come colore predominante delle sue opere in un gioco di sentimenti ed emozioni.

Un tripudio di amore trasferita su tele, ma  anche negli abiti e maschere in carta pesta realizzati  dall’ artista per il Carnevale di Venezia. Abiti e maschere dai colori brillanti, gli stessi che riporta sulle tele in chiave enigmatica ed introspettiva.

L’ amore visto ed interpretato dall’ artista Giuseppe Librici, invece, porta all’ incontro di pietra, gioielli e rame che divengono  un tutt’uno davvero particolare.

La pietra come nucleo divino e simbolo di vita si sposa con pietre  e cristalli, come la corniola e poi le  croci celtiche ei serpenti gioiello che richiamano il frutto proibito. La sua è in effetti un’ interpretazione del tema volutamente “viscerale” ma anche “stuzzicante”. Un artista che dà rilievo all’ eleganza dell’ opera che, non a caso, ha una certa assonanza con “Elegantya” scesa per l’ occasione da Venezia portando nella cittadina una ventata delle sue atmosfere tipiche.

Per dare vita a queste sculture ha studiato diversi tipi di bonsai, racconta Giuseppe Librici e non ha inserito volutamente gioielli da uomo perché l’ amore è “Donna”in quanto creatrice della vita stessa. Librici accosta, inoltre, la poesia alla sua scultura come “Donna che parla in fretta” riadattamento di Marina Rei  della poesia di Anne Waldman, dalla raccolta “Fast Speaking Woman and Other ‎Chants” del 1975 che, per l’ occasione l’ artista ha modificato sostituendo alla parola “donna” la parola “amore”, anche se in questo caso si configurano come sinonimi.

“Venezia a Grotte, Gloria Vernengo ha portato il Carnevale di Venezia con i suoi costumi, le sue maschere  e con i suoi quadri- racconta il Prof. Gaspare Agnello  che per l’ occasione ha curato l’ intervento critico-Questa mostra cade proprio a fagiolo: ho appena pubblicato sul mio sito (http://www.gaspareagnello.it/) un articolo dal titolo “Venezia e Antonio Russello”, dedicato allo scrittore favarese tra maggiori narratori del secondo novecento e tra i più grandi cantori della città lagunare dove ha soggiornato per circa tre  anni. Venezia è il luogo dove la gente si reca per buttare nella laguna i propri pensieri e cogliere la felicità. Venezia è magarìa, sensualità amorosa: Venezia come musica, bellezza, trionfo dell’ Arte, dice Antonio Russello. E qui questa sera è stato proprio un trionfo dell’ Arte”.

Maria Giuseppina Terrasi

(per gentile concessione di “Noidelplatani.it)

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