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Festa Addolorata a Comiso: a pigghiata o mantu, la svelata, la processione

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Nella terza domenica di maggio la festa della Madonna Addolorata. Per antica tradizione, risalente a più di cento anni, la festa esterna si svolge in primavera, anziché nel giorno della festa liturgica, il 15 settembre.

Momenti salienti sono la “svelata” del simulacro settecentesco, questa sera, nella Chiesa madre di Santa Maria delle Stelle, nel corso della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Carmelo Cuttitta, con il caratteristico lancio dei petali di rose dal tetto della basilica. Poco prima, una processione era partita dalla chiesa di San Biagio per il tradizionale rito della “pigghiata o mantu”: il prezioso mantello nero decorato in poro, con la spada e la raggiera vengono prelevati dalla chiesa di San Biagio e portati, con una breve processione, in Chiesa Madre. Domenica il clou dei festeggiamenti, che culmineranno nella processione del simulacro. Il simulacro prenderà posto all’interno dell’artistico “fercolo”, restaurato di recente da Marinella Cataldi e da Rosario Puccio e riportato all’antico splendore. Alle 18, dopo la celebrazione della messa, avrà inizio la processione: il simulacro uscirà dal portone centrale della chiesa, solitamente chiuso e percorrerà il breve tratto di via monsignor Rimmaudo per fare il suo ingresso in piazza Fonte Diana. Qui, sarà eseguito il tradizionale “Inno”, da parte di un coro di voci bianche. L’Inno venne composto da monsignor Giuseppe Rimmaudo e musicato dal maestro Alfio Pulvirenti. Poi la processione per le principali vie della città. Una festa sobria, di stile pacato, ben diversa dalla festa di pasqua, più allegra: sono le due feste che portano con se le maggiori tradizioni ed i richiami del folklore e che, tradizionalmente, segnavano i momenti diversi della vita cittadina.

Altro momento particolare, la Via Matris, che si è svolta venerdì sera. La festa dell’Addolorata è stata preceduta dalla “sittina”, il canto delle “sette spade” della Vergine, eseguito in chiesa da un tenore e da un baritono. Il 17 maggio, la “sittina” si è trasferita all’esterno, con una processione che ha percorso le vie della città e le stazioni situate nei pressi di alcune abitazioni.

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