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Favara, il premio di arte e cultura siciliana “Ignazio Buttitta” a Carmelo Modica

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Con la silloge “Chiantu di Chiarìa”, il poeta e scrittore Carmelo Modica si è aggiudicato lo scorso 12 dicembre il primo premio nella Sezione Libri di Poesia in siciliano del Premio di arte e cultura siciliana “Ignazio Buttitta”, promosso dal Centro artistico culturale “Renato Guttuso” di Favara e giunto quest’anno alla XXII edizione. Al prestigioso riconoscimento si è aggiunta anche la menzione speciale della giuria per la lirica inedita “L’urtimu ventu”, in concorso nella Sezione Poesia.

Quarantotto anni, una laurea in mediazione linguistica e una passione per la scrittura che spazia dai racconti alle traduzioni, dalle poesie in italiano a quelle dialettali, Carmelo Modica è nato Palermo da genitori modicani. Alla città della Contea lo legano, oltre alle ascendenze familiari, le memorie adolescenziali e giovanili delle estati trascorse in quel di Marina di Modica, dove ha casa. E dove, di tanto in tanto, si rifugia per ritemprarsi in quell’oasi di tranquillità. Non a caso, tra i suoi progetti futuri c’è anche quello di fare di Marina di Modica il suo “buen retiro”. Nella frazione balneare, del resto, già vivono anche d’inverno pittori e scrittori che hanno preferito il rumore delle onde al caos delle città.

L’opera premiata, “Chiantu di Chiarìa” (Pianto dell’alba), è la sua prima raccolta di poesie dialettali. Pubblicata nel 2018 da Youcanprint di Lecce, contiene una trentina di liriche che affrontano vari temi. Le poesie sono precedute da un’originale “Lettera a me stesso” dell’autore che funge da preambolo al volume. «Questo libro è nato come un esercizio di stile», spiega Carmelo Modica, «Dopo aver pubblicato la silloge “Come Quando Non C’è” nel 2017, ho voluto misurarmi con la poesia in dialetto. Così è nata “Chiantu di Chiarìa”. Ho scelto questo titolo sia per il fascino dell’allitterazione sia perché valorizza un termine desueto come “Chiarìa”, alba, che a me piace molto. La silloge raccoglie le poesie scritte nell’arco di due anni. Il dialetto utilizzato è una sorta di siciliano illustre, con termini attinti dai dialetti di Modica, di Palermo, di Catania e di altre zone dell’isola. C’è persino un dialogo semiserio con Dio in catanese».

Le sue poesie parlano di amore e distacco, nostalgia e rimpianto, ma anche d’impegno civile e rinascita. Le qualità precipue dei versi di Modica sono da ricercare nell’immediatezza e nella forza evocativa delle parole che scolpiscono immagini di suggestiva bellezza. Come ne “L’urtimu ventu”, l’inedito che ha ricevuto la menzione speciale del Premio “Buttita”, dove l’amore appena nato e subito finito è raffigurato come l’ultima folata di vento autunnale, un alito tiepido che si insinua per la casa e che infonde nei cuori calore e passione, prima che arrivi il gelo del dell’inverno.

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