fbpx

È nato il governo di Mario Draghi. Entusiasmo ? Non molto

0

È nato il governo di Mario Draghi. Entusiasmo ? Non molto. Non sfugge che l’avvento di Mario Draghi sia stato salutato con entusiasmo dalle grandi catene editoriali, notoriamente vicini a grandi gruppi finanziari, che lo spread sia subito schizzato verso il basso, con effetti positivi per l’economia locale. Perché Mario Draghi è l’uomo che rassicura i mercati ed i grandi gruppi finanziari. Per competenza ? Certamente, ma certamente non solo per quello! Ed è questa seconda parte che mi inquieta e mi indispone. Perché la crisi è stata teleguidata e voluta da colui che passerà alla storia come l’uomo delle crisi, colui da Enrico Letta in poi è stato capace di stroncare ogni velleità, carriera, progetto politico. Anche se, con il memorabile referendum costituzionale di dicembre 2016, è stato capace di stroncare anche se stesso.Il governo Conte doveva morire eppure aveva indubbi meriti: ha gestito il paese negli anni difficilissimi della pandemia, che nessun suo predecessore si era trovato ad affrontare, aveva ottenuto grande credibilità internazionale anche se all’inizio era solo uno sconosciuto, aveva portato il nostro paese ad un ottimo livello di credibilità ed autorevolezza (ricordiamo appena che qualche anno prima l’ultimo governo Berlusconi era stato “bollato” in modo ineluttabile e che il suo successore, Mario Monti, aveva dovuto avviare una gestione “lacrime e sangue”. Conte aveva governato bene anche se nella sua squadra c’erano indubbie defaillance e qualche trovata non splendida. Ma se tutti ricordano i monopattini o i banchi con le ruote per denigrare l’operato del governo Conte pochi ricordano l’Ecobonus che potrà dare una svolta importante al problema del recupero edilizio dei nostri fabbricati, evitando il continuo consumo di suolo. La gestione della pandemia ha avuto molti meriti e molte falle, ma pochi ricordano che il sistema sanitario, così come la scuola, erano stati smantellati dai governi precedenti. Ed è quanto meno lapalissiano che non si inventano professionalità e sistemi sanitari che da sempre presentano molte falle.La crisi che nessuno ha compreso ha avuto uno sbocco quasi miracolistico: senza chiedere alcuna garanzia Forza Italia, Italia Viva, persino la Lega, si sono trovati ad aderire entusiasticamente al nuovo progetto che ancora nessuno conosceva. Fiducia … a prescindere ! Tutto troppo scontato, tutto troppo facile per poterlo considerare persino “VERO”. No, c’è aria di complotto che parte da lontano e che aveva un obiettivo: far fuori un presidente che, oltre alla sostenibilità economica, aveva un occhio anche al bene del paese.E così Italia Viva, gruppo politico che conta deputati e senatori sol perché nel 2018 Matteo Renzi riempì le liste di suoi fedelissimi, è riuscita, pur con il suo misero 2 per cento, a determinare governi e maggioranze come se fosse un partito del 33 per cento come il movimento 5 Stelle!E ora eccolo il governo, un governo con una spinta fortemente nordista. Con i ministeri economici nelle mani dei tecnici vicini a Mario Draghi e con il ministero dello Sviluppo Economico, che era stato del pentastellato Stefano Patuanelli regalato al leghista Giancarlo Giorgetti. Come non pensare alle risorse del Mes che si riverseranno sull’Italia ? Quei soldi, difficilmente, prenderanno la strada del sud! La Lega è stata brava a metterci lo zampino. Per questo, ha deciso di entrare nel governo dimenticando i vituperi lanciati fino a qualche giorno fa, dimenticando gli attacchi agli immigrati e, fulminata sulla via di Damasco, operando anche una inattesa ed improbabile svolta europeista. Già, proprio lui, il sovranista Salvini, l’uomo che l’Europa non la vuole ma che, poiché essa oggi dispensa denari, è pronto ed organizzato per cercare di gestirne la maggior parte. Soldi che, probabilmente, serviranno a finanziare soprattutto il nord. Ai 5 Stelle resta l’agricoltura ma, se si esclude l’innovazione tecnologica, ben pochi di quei soldi dovrebbero andare al comparto primario. Nessun ministero economico chiave !Ecco cosa ci regala la crisi che quasi nessuno ha compreso ! Il governo ha indubbie competenze (Cartabia, Cingolani, Colao, Franco, Bianchi, Messa), ma ricompaiono anche Brunetta, Carfagna, Gelmini. Come non ricordare le deleterie riforme della scuola e alcune scelte riguardanti la pubblica amministrazione ? Dopo aver inseguito per anni le lacune (invero indubbie, in alcuni casi), di qualche esponente politico 5 Stelle ci attendiamo oggi che altrettanto severi si riesca ad essere nei confronti di esponenti politici che militano in altre forze politiche. Ma forse, anche qui, è questione di mode ! Come quella che ha salutato anche l’avvento di Mario Draghi come “salvatore della patria”. Indubbi i meriti dell’ex governatore della BCE. Ma avevamo proprio bisogno di lui ? Solo di lui? Perchè lui ? Io me lo chiedo … ed in un angolo recondito del mio subconscio la risposta c’è !

Share.

About Author

Comments are closed.