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Dal Mistero Buffo di Dario Fo, “Il primo miracolo di Gesù bambino” a Ragusa

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Il Premio Nobel Dario Fo, padre di quel teatro che a metà tra il comico e il grottesco portava in scena temi complessi, spingendo con la sua tipica stravagante gestualità ad una riflessione sincera. La motivazione che accompagnava i suoi spettacoli era: dileggiareil potere per per restituire dignità agli oppressi. Gli oppressi: oggi nulla hanno di diverso da quelli di ieri, stessi drammi, stessa umanità dimenticata. Poco è cambiato da quando un piccolo Gesù in terra straniera, costretto alla fuga dalla sua casa natia, faticava a farsi accettare dagli altri bambini: l’altro, ieri come oggi, è ancora considerato il diverso. E’ agli oppressi che il teatro di Dario Fo dava voce, a loro che lo spettacolo “Il primo miracolo di Gesù bambino”, andato in scena venerdì e sabato in un rapito Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, vuole dare visibilità. Perché ieri come oggi si continua a parlare di immigrazione, desiderio di accettazione, integrazione. Tratto dalla famosissima opera “Mistero Buffo”, lo spettacolo ha visto in scena un eccezionale Matthias Martelli, diretto magistralmente da Eugenio Allegri. Degno erede del maestro Fo, Martelli ha conquistato tutti con la sua eccelsa capacità “giullaresca” di narrare storie di denuncia. Uno spettacolo, col benestare dello stesso Fo, che non tradisce l’opera tradizionale, pur prensentandola in chiave moderna, con la quale il teatro si riappropria di quella antica funzione di strumento di denuncia, attraverso il sarcasmo, i giochi di parole e la critica velata, tipica del giullare medievale. Due serate di grande successo per la stagione teatrale messa a punto dalle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro, con il supporto di Clorinda Arezzo, che si concluderà l’1 e il 2 marzo con lo spettacolo “Cinque donne del Sud” con Beatrice Fazi.

Sponsor della stagione sono la Regione, il Comune di Ragusa, l’Eni, Yous, Argo software, Avimecc, Distretto turistico degli iblei, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Corabanche, Despar, Audi Sergio Tumino, Ibla in suite, Film vision.

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