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Comiso, la mostra di Biagio Schembari al Castello Aragonese

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Si conclude il 2 gennaio, al Castello Aragonese di Comiso, la mostra di Biagio Schembari. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 3 dalle 17 alle 20.

Schembari torna a Comiso, sua città natale e di residenza, dopo i successi delle ultime mostre, in varie parti d’Italia e d’Europa. Le ultime mostre si sono svolte a Stoccolma e a Londra. Negli ultimi anni ha tenuto delle personali anche a Treviso, Assisi, Monreale,  Roma, Venezia, Udine, Spoleto, Bologna, Firenze. Monaco di Baviera, all’Istituto Europeo di Cultura, a Los Angeles. In provincia di Ragusa le sue personali sono state ospitate a Ragusa (presso l’ex convento dei Cappuccini, nei Giardini Iblei e nell’ex chiesa di San Vincenzo Ferreri) e a Modica, a Palazzo De Leva.

Una pittura del tutto particolare, originalissima, quella proposta da Schembari: una pittura in cui coesistono un’architettura abonorme, figure mitologiche, forme umane che si intrecciano con gli edifici, fino a comporre città quasi surreale, figure sporporzionate e gigantesche, capaci di esprimere emozioni, turbamenti, passioni, tragedie interiori.

I suoi quadri presentano un’architettura abnorme, protesa verso una visione onirica dell’esistenza”: così si è espresso il critico letterario Paolo Rizzi che, a più riprese, si è occupato delle opere di Schembari. Le sue opere traggono origine dal “mito”, con la presenza di dèi,eroi, titani “Dietro la sua pittura – continua Rizzi – c’è la pulsione del mito, irresistibile spinta ad una fuga utopica oltre le colonne d’Ercole del banale quotidiano”.

Aggiunge Aldo Cottonaro, che ha curato l’introduzione del catalogo: “Nei quadri di Biagio Schembari, pur così disposti in sequenza come una pellicola cinematografica, non si può distinguere tra antico e moderno, e contemporaneo: Il tempo di questa pittura è il tempo storico nel suo plurisecolare svolgimento, bloccato in una triste attualità”. E poi: “Il senso della pittura di Biagio non è in un quadro o in un altro, ma in tutti insieme i quadri in cui si articola la sua narrazione: la decadenza di una civiltà e la difficile costruzione di un’altra civiltà, che, proprio per la sua intrinseca difficoltà, sfuma nell’utopia, nell’espressione di un desiderio,  di un sogno, contro cui si accaniscono le forze della decadenza”.

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About Author

Giornalista, laureata in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, collabora con il Giornale di Sicilia, agenzia Ansa, con la trasmissione Rai "UnoMattina - Storie Vere", con la rivista “Città Nuova”, il quotidiano on line Siciliainternazionale, il mensile “Agrisicilia”. Precedentemente, ha lavorato nelle emittenti televisive Telecittà Val d’Ippari, e20sicilia e Videouno, ha collaborato con il quotidiano on line “Il Giornale di Ragusa”, con il settimanale “Centonove”, con i quindicinali “Insieme” e “La Città”. Ha insegnato lingua italiana nella “Santa Maria Goretti Secondary School” di Tarxien (Malta). Nel 2009 ha ricevuto il “Premio giornalistico Angelo Campo”, assegnato dal Panathlon Club di Ragusa e dalla Provincia Regionale di Ragusa.

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