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Comiso Diletta: Giovanni Scalambrieri presenta un altorilievo sulla città del 1800

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Un pannello in bronzo dedicato alla città di Comiso. Non la Comiso di oggi, ma la Comiso del 1800, quella Comiso piena di chiese e di palazzi nobiliari, situata sul costone dei colli Iblei.

Una Comiso i cui confini non erano certo quelli attuali poiché la chiesa di san Biagio ed il castello aragonese costituivano l’ultimo avamposto verso quella grande vallata che degrada verso il fiume Ippari e, accanto ad esso, sorgeva un’antica fontana (una delle tante che, nella zona, erano situate all’ingresso dei centri abitati, refrigerio per i viandanti, ma anche per le bestie da soma e per le mandrie) e la chiesa di San Biagio, già rimaneggiata dal terremoto del 1693. Poco più in basso, una delle porte della città, sormontata dalla statua del patrono San Biagio.

Quella Comiso è stata raccontata, in maniera plastica, dal’altorilievo del maestro Giovanni Scalambrieri: un’opera eccezionale, che è insieme opera d’arte e racconto di una storia.

L’opera sarà presentata nel corso di una serata, il 5 ottobre, alle 18, nel cortile della biblioteca Bufalino. La serata si intitola “Comiso diletta”. E’ la frase che Scalambrieri ha posto alla base della sua opera. Converserà con l’artista il giornalista Antonello Lauretta. Saranno presenti il sindaco Maria Rita Schembari e l’assessore Dante Di Trapani.

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Giornalista, laureata in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, collabora con il Giornale di Sicilia, agenzia Ansa, con la trasmissione Rai "UnoMattina - Storie Vere", con la rivista “Città Nuova”, il quotidiano on line Siciliainternazionale, il mensile “Agrisicilia”. Precedentemente, ha lavorato nelle emittenti televisive Telecittà Val d’Ippari, e20sicilia e Videouno, ha collaborato con il quotidiano on line “Il Giornale di Ragusa”, con il settimanale “Centonove”, con i quindicinali “Insieme” e “La Città”. Ha insegnato lingua italiana nella “Santa Maria Goretti Secondary School” di Tarxien (Malta). Nel 2009 ha ricevuto il “Premio giornalistico Angelo Campo”, assegnato dal Panathlon Club di Ragusa e dalla Provincia Regionale di Ragusa.

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