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“Agata rubata”, il giallo-noir di Valerio Musumeci sulla Santuzza di Catania

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Perché la festa di Sant’Agata è stata annullata? Perché Alessandro Amenta, sindaco di Catania, ha lasciato la città dopo aver firmato l’ordinanza? E perché alcuni autobus stanno prendendo fuoco, seminando il panico tra i cittadini? Muove da queste domande Agata rubata, il giallo-noir del giornalista catanese Valerio Musumeci, edito da Bonfirraro, in libreria e negli store digitali a partire dal 28 gennaio 2021. Il ritratto di una Catania cupa e malinconica, popolata da personaggi singolari e a tratti grotteschi, che per la prima volta dopo anni deve fare a meno della sua Festa. Come effettivamente accadrà quest’anno, a causa della pandemia Covid-19, che costringerà i catanesi a rinviare l’abbraccio con la Santuzza.

Ciò che avviene nel romanzo, naturalmente, non è causato da una pandemia. Il protagonista, il giornalista Salvo Lanza, cerca di comprendere perché la Festa sia stata annullata e cosa stia accadendo a Catania. Ma non riesce ad afferrare la soluzione, finché non verrà incaricato dal giovane Carmelo di ritrovare il misterioso Birìta, “guardiano” della città. «Lanza è un giornalista cinico e spietato, il classico squalo», spiega Valerio Musumeci, «il motivo per cui decide di fidarsi di Carmelo, e di imbarcarsi in un’avventura assurda, nera ma a tratti divertente, deriva da un passato che ha cercato in tutti i modi di rimuovere, ma che segretamente continua a fargli male. Questa vicenda lo costringerà a rivedere il proprio modello di vita».

La vera protagonista del libro, accanto a Lanza, è Catania. Nello specifico, la città che attende la manifestazione della Patrona, oggetto di una devozione talmente profonda da essere conosciuta a livello internazionale. «Non si tratta di un libro sulla Festa di Sant’Agata, ma sullo sfondo dei giorni che la precedono», dice ancora l’autore, «Credo che qualsiasi catanese coltivi un rapporto unico con la Santa, nutrito di anno in anno seguendo le processioni, in modo personale e intimo. Ho attinto ai miei ricordi, ma soprattutto, per dare credibilità allo sfondo, al lavoro di tanti colleghi giornalisti. Un patrimonio inestimabile, che mi è stato molto utile».

Ma Agata rubata non è un libro documentaristico, né un reportage sulla Festa. «Non avrei alcun titolo per scrivere una cosa del genere, né era questo il mio obiettivo», precisa Musumeci, «questo è un romanzo d’intrattenimento, che non ha la pretesa di dare giudizi. Soltanto per un caso il libro è stato pronto in corrispondenza con la Festa, anzi con il suo annullamento a causa della pandemia. Quando ho iniziato a lavorarci, sette anni fa, non avrei mai immaginato che il mondo si sarebbe fermato a causa di un virus, che realtà e fantasia si sarebbero incrociate fino a questo punto. E invece, come diceva quel tale, la vita imita l’arte. È davvero così». A proposito di arte, la copertina del volume, di particolare pregio, è stata realizzata dall’artista catanese Luca Di Giovanni. L’immagine riprende l’iconografia classica della Santa (il vestito rosso, simbolo del martirio, il vassoio con i seni recisi), con la cattedrale di Catania sullo sfondo di un cielo stellato”.

Musumeci, giornalista pubblicista e redattore del quotidiano online FocuSicilia, cura da anni la rubrica letteraria “Libriamoci” su Hashtag Sicilia. Ha collaborato con giornali regionali e nazionali, ed è stato autore di saggi storico-politici. Per la prima volta ha deciso di cimentarsi con un’opera di narrativa, scegliendo un tema non semplice come il rapporto tra la città e la sua Festa. Progetto sposato da Bonfirraro, che ne ha fatto il primo titolo del 2021. «Questo per noi dev’essere l’anno della ripartenza, dopo un 2020 tanto difficile, un anno di grandi pene e gravi perdite nel quale abbiamo resistito rimanendo vicini e uniti alla nostra grande famiglia di autori e lettori», dice l’editore Salvo Bonfirraro, «pensiamo che ci siano tutte le condizioni per ricominciare e per farlo bene. Oggi più che mai è necessario scommettersi, abbandonare la prudenza e credere in progetti innovativi e di largo respiro. È ciò che abbiamo cercato di fare con questa pubblicazione, e siamo certi che i lettori ci daranno ragione. A partire dai catanesi, che apprezzeranno un romanzo sul rapporto speciale che li lega alla Santuzza».

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