Palermo, al Teatro Biondo 3^ edizione di “Verba manent” ed “Il Pozzo dei Pazzi”

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Correranno sul filo sottile delle relazioni – uomo e donna, insegnante e allievo, vittima e carnefice, amico e amica – gli spettacoli che proporrà la terza edizione di VERBA MANENT (la prima è del 2015), innovativa rassegna di teatro contemporaneo del Teatro Del Baglio, unico teatro del territorio, in programma dal 21 aprile al 26 maggio nel suggestivo spazio di 200 posti ricavato dall’antico granaio del Palazzo Filangeri, in cima a Corso San Marco, nel centro storico di Villafrati. Ormai una vera e propria Istituzione del Comune di Villafrati, che negli anni ha ospitato numerose compagnie e artisti nazionali e internazionali, fra i quali: Elena Bucci, Maria Paiato, Marta Cuscunà, Franco Scaldati, T.T.B., Antonio Piovanelli, Frosini-Timpano, Dispensa Barzotti, Massimo Verdastro, Filippo Luna, Nicolò Carnesi, Mimì Sterrantino e molti altri.

Quattro le compagnie italiane che si alterneranno quest’anno sul palco, ognuna con un’opera molto diversa dalle altre per contenuti e poetiche, avendo e mantenendo uno sguardo panoramico sulla scena teatrale indipendente del nostro paese. Ovviamente sempre in continuità con le edizioni precedenti con le quali collegarsi e sulle quali costruire.

«Una cosa non voluta, ma che si è verificata naturalmente – spiega il direttore artistico della rassegna, Valeria Sara Lo Bue, nel corso della conferenza stampa ospitata dal Teatro Biondo di Palermo -, è la provenienza dal Sud (Puglia, Campania e Sicilia) delle compagnie. La mia intenzione è stata quella di fare una ben precisa scelta stilistica, nel senso che corrisponde a determinati contenuti, ma anche quella di offrire in quattro step un’idea di quattro poetiche e quattro stili completamente diversi. Un’altra linea comune è la chiave ironica che circola quasi ovunque. Filo conduttore, poi, lo dicevamo all’inizio, la relazione. In “Due Passi Sono”, quella di una vita a due, marito e moglie. Peraltro, Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi sono coppia anche nella vita e questo è lo spettacolo che li ha consacrati e uniti in tutto. “Barbiana” è, per esempio, adatto al mondo degli insegnanti, dal momento che parla di Don Milani, di cosa vuol dire educare e di un’esperienza fatta direttamente dalla protagonista. Con “Otello Alzati e Cammina”, Gaetano Ventriglia torna per  la seconda volta al Teatro del Baglio. Lui, della linea di Reza, è un attore molto particolare, particolarmente ironico, veramente unico, che io personalmente considero uno dei più bravi sulla scena italiana, al quale non viene riconosciuto ciò che merita perché gira poco nel nostro Paese».

Inevitabile, atteso da molti, il tributo che “Verba Manent” fa quest’anno a Franco Scaldati con “Il Pozzo dei pazzi”.

«Gli era dovuto – prosegue la Lo Bue – perché ha lavorato tanto nel nostro teatro di Villafrati, contribuendo non poco alla sua evoluzione. Uno spettacolo già portato in scena a Palermo, ma che non hanno visto tutti. Un pezzo della storia artistica della nostra città, uno dei testi che ha consacrato Franco Scaldati sulla scena italiana. Anche qui si gioca tutto sulle relazioni. I personaggi sono coppie, innamorati, musicisti; due clochard, due vagabondi e una coppia molto strana. C’è, poi, questo matto che ha come amica una gallina – che, nella miseria, diventerà il Golem – trasformandosi nell’oggetto di uno scontro tra i personaggi e scatenando il senso del desiderio tra tutti. Sembra apparentemente un lavoro sulla vita di strada, ma in fondo è sul possesso. Il linguaggio è molto divertente, ma anche abbastanza di pancia, forte, parlato dai vagabondi della fine degli anni ‘70/’80, praticamente del periodo in cui è stato scritto. Per questo è suggerito a un pubblico adulto o comunque a ragazzi accompagnati dai genitori».

Scelte forti, quelle fatte dalla direzione artistica della rassegna, che crescono e si migliorano parallelamente alle tante migliorie tecniche apportate allo stesso teatro.

«Valorizzando il contributo ricevuto da parte del FURS 2016/2017 – afferma Salvatore La Barbera, presidente dell’Istituzione Teatro del Baglio – continuiamo con questa rassegna di teatro contemporaneo che vuole offrire un impulso culturale nel comprensorio, quale leva di attrazione e valorizzazione del nostro patrimonio. Quest’anno, poi, abbiamo migliorato l’impianto audio, delle luci e lavorato al sito web, grazie al quale possiamo ancora di più interagire con il pubblico. Senza dimenticare il fatto che il teatro sorge all’interno di un antico granaio recuperato e offerto alla fruizione del pubblico. Quanti comuni hanno tesori del genere e non fanno niente? Noi, invece, grazie anche a un lavoro sinergico, abbiamo voluto valorizzare il nostro patrimonio e offrirlo non solo alla comunità locale. Il pubblico che frequenta il teatro del Baglio viene, infatti, da Villafrati ma anche dai comuni limitrofi, riconoscendolo da tempo come risorsa culturale del territorio».

Tutto ciò, facendo scelte anche controcorrente, che non mettono in campo solo le classiche rassegne comiche, ma proprio questa di teatro contemporaneo che fa la differenza.

«Dobbiamo, infatti, dire grazie al nostro direttore artistico, Valeria Sara Lo Bue, che ha curato la scelta e la proposta del cartellone. L’edizione 2017 è andata molto bene rispetto al trend degli abbonamenti precedenti – aggiunge La Barbera – e crediamo che quest’anno cresceremo ancora, consentendo una migliore fruizione del Baglio. La sinergia con le realtà del territorio, come anche con l’assessorato regionale al Turismo che ringraziamo sempre, inoltre, ci ha dato una grossa mano di aiuto, consentendo ancora una volta di innescare un meccanismo che giova a tutto l’hinterland. Stiamo pure lavorando per creare reti che possano inserire il teatro in un circuito turistico di più ampio respiro».

 

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