“Il male necessario”: l’omicidio di un giornalista in un film a Ragusa

0

Ottobre 1974: numerosi colpi di pistola squarciano il silenzio della notte. Sotto quella pioggia di fuoco cadono Antonio Lo Magro, giornalista d’inchiesta, e la moglie che viaggiava con lui in auto. Miracolosamente salvo il figlioletto Giulio, 4 anni. La vita del piccolo da quel momento cambia radicalmente, e prosegue lungo altre strade, lontano da Ragusa e dalla Sicilia. Per 40 anni. Poi, accade qualcosa…

Inizia così la storia che i registi ragusani Salvatore Dipasquale e Salvatore Provenzale raccontano nel film “Il male necessario”, girato a Ragusa e Chiaramonte Gulfi, e che sarà proiettato per la prima volta al CineTeatro Don Bosco di Ragusa domenica 8 aprile, alle ore 18 e alle ore 20.

“E’ un film la cui idea è nata nel 2013 – spiegano Provenzale e Dipasquale – dalla voglia e dall’esigenza di parlare di quanti, per svariati motivi, si trovano costretti a lasciare la Sicilia. Ci siamo chiesti cosa possa significare tornare nella propria terra di origine a distanza di 40 anni, e da lì pian piano si è delineata la figura del nostro personaggio principale, Giulio Lo Magro, psichiatra e criminologo, che torna a Ragusa per ritirare un premio dedicato alla memoria del padre giornalista”.

“Il male necessario” è una pellicola indipendente prodotta dall’associazione culturale Harmony, in collaborazione con A-Tono, Masd e Visual Dimension. A dare spessore alla storia, che si delinea come un thriller psicologico, un cast di altissimo livello nel quale spiccano, su tutti, i nomi di Danilo Schininà, del compianto maestro Marcello Perracchio e di Carmen Frasca. Le musiche e gli effetti sonori portano la firma del maestro Peppe Arezzo. L’attore e regista Andrea Traina, con le sue intuizioni, ha dato un notevole valore aggiunto alla narrazione in qualità di story editor. Sullo sfondo la festa del Santo Patrono, San Giovanni Battista, con i suoi riti e le sue suggestioni, magistralmente immortalate dal direttore della fotografia Angelo Giglio.

“Essendo un film ambientato a Ragusa – continuano i due registi – abbiamo voluto inserire degli elementi che si collegassero al territorio, e uno di questi è indubbiamente la festa patronale. Ci affascinava l’idea di un omicidio che avveniva proprio durante la festa, e da lì abbiamo sviluppato la storia. C’è anche un aneddoto curioso a proposito: abbiamo incontrato Danilo Schininà per la prima volta proprio il 29 Agosto, e dopo che ha letto il soggetto del film ha deciso di partecipare al progetto. Infine, la parabola di Giulio Lo Magro è molto simile a quella di San Giovanni Battista: paga a caro prezzo la sua ricerca della verità”.

Share.

About Author

Comments are closed.