Cinema a Palermo, la rassegna Jazz On Movie …& Altro dedicata a Gianni Colella

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Una riflessione sul Sessantotto e sui cinquant’anni  trascorsi, l’omaggio a Parigi ed alla sua storica e complessa vocazione multiculturale, è il tema che tratta  il film, The Dreamers,  in programma questa settimana, inserito nella rassegna cinematografica Jazz On Movie …& Altro. La Fondazione The Brass Group dedica la proiezione  alla memoria di Gianni Colella, scomparso nei giorni scorsi, figura storica della cultura cinematografica palermitana. Ancora un importante appuntamento, dunque, giovedì 1 febbraio alle ore 20.45, per la cultura e la promozione della musica jazz, in particolare, e voluto fortemente dal Brass che vanta la direzione artistica di Mario Bellone, con interventi e clip a cura di Gigi Razete.  Questa settimana i riflettori della cornice storica del Real Teatro Santa Cecilia si accendono per il film ultima opera del grande regista emiliano, Bernando Bertolucci del 2003 con Michael Pitt, Louis Garrel, ed Eva Green. La pellicola sarà introdotta dal critico cinematografico Mario Tralongo e verrà proiettata in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Nella sua eterogeneità, la colonna sonora è una lussureggiante panoplia di jazz, pop e rock del periodo, con brani celebri, tra i tanti, di Jimi Hendrix, The Doors, Martial Solal, Irving Berlin, Bob Dylan, Édith Piaf, Janis Joplin, Grateful Dead, Charles Trénet, Michel Polnareff, Nino Ferrer e François Hardy. Il film si svolge sullo sfondo di una Parigi agitata dal Maggio studentesco francese ed è un suggestivo manifesto dell’impetuosa ventata giovanile del ‘68 nella quale si intrecciano il clima di liberazione sessuale, l’implicita ammissione di inadeguatezza dei genitori nei confronti del mondo dei figli e molto altro, ma senza mai venire allo scoperto e senza esporsi a giudizi univoci o considerazioni oggettive. In tale clima, alcuni ragazzi sperimentano nuovi codici comportamentali e vivono complesse emozioni e squassanti pulsioni erotiche (tema che inevitabilmente rimanda a “Ultimo tango a Parigi”, girato da Bertolucci 31 anni prima) che incoraggiano ed estremizzano ménage à trois, ambiguità sentimentali fratello-sorella ed un impegno politico. L’elemento più insistito dell’opera è il costante riferimento ad una passione cinefila quasi morbosa ed ossessiva, poiché è davvero enorme la quantità di citazioni, richiami, ammiccamenti e rimandi ad altri film, tra cui “Il corridoio della paura” di Samuel Fuller, “Fino all’ultimo respiro”, manifesto della nouvelle vague diretto da Jean-Luc Godard, “Johnny Guitar” e “Gioventù bruciata”, entrambi di Nicholas Ray “La regina Cristina”, “Cappello a cilindro” , “Luci della città” di e con Charlie Chaplin ed altri ancora. Uno straordinario esempio, dunque, di cinema nel cinema. 

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