“I Pinguini in frack” conquistano il sud-est siciliano a colpi di swing

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Giancarlo Ciaffaglione, tu sei il cantante e il frontman dei “Pinguini in frack”, una band di swing italiano che opera da diversi anni in Sicilia. Da cosa nasce e in che modo si sta evolvendo il vostro progetto?

Il progetto è nato dodici anni fa come laboratorio di musica swing. Io e Alfio Liberto (il batterista della band) avevamo già la comune passione per questo genere e abbiamo deciso di intraprendere un periodo di intenso ascolto dei vari autori e interpreti internazionali dello swing  dagli anni ’20 agli anni ’50. Successivamente abbiamo deciso di restringere il campo esclusivamente al repertorio italiano, sia per una questione di gusti personali sia per darci un’identità ben precisa. Lungo questo percorso abbiamo coinvolto diversi musicisti e, dopo aver suonato e risuonato e riarrangiato un certo numero di brani, ci siamo accorti che era il momento di uscire dalla dimensione di studio per esibirci in pubblico. Serviva un nome e lo abbiamo tirato fuori da “Il pinguino innamorato”, una canzone che provavamo spesso e che ovviamente è stata inserita nel nostro CD . Attualmente la band, nella formazione base, è costituita da cinque elementi: io alla voce, Alfio Liberto alla batteria, Gioacchino Papa al contrabbasso, Raffaele Genovese al pianoforte e Giovanni Morello alla tromba. In occasione della registrazione del CD è stato nostro gradito ospite Fabio Tiralongo al sax tenore. Devo dire che dopo dodici anni di attività, tra locali, piazze, teatri ed eventi privati, il progetto sta prendendo la forma di un piccolo spettacolo. Non è un caso che il pubblico più caloroso lo incontriamo nei teatri, nelle associazioni culturali, nelle piazze e in tutti quei luoghi in cui la dimensione dell’ascolto è privilegiata.  Abbiamo da poco iniziato a lavorare a un video per permetterci di esprimere con le immagini quello che abbiamo già fissato nel CD.

Da un paio di mesi è uscito il vostro primo CD, un live in studio che, anche grazie al titolo, “Pinguini in frack. Vol. 1”, appare un po’ come il vostro bigliettino da visita. Che tipo di distribuzione e che riscontri ha avuto finora tra il pubblico e i vostri fans?

Abbiamo voluto dare al CD il titolo “Pinguini in frack. Vol. 1” proprio per onorare quel periodo di laboratorio con cui abbiamo iniziato e che comunque non abbiamo mai abbandonato. Studiare è fondamentale in tutte le attività umane, nella vita in generale. Studiare nel senso di approfondire l’esperienza che si sta vivendo: è faticoso ma genera tante soddisfazioni e fa crescere. Il CD è un’istantanea sullo stato della nostra attività adesso. È sicuramente un biglietto da visita, ed è anche un oggetto prezioso per noi Pinguini e per tutte le persone che ci seguono e che aspettavano con ansia la pubblicazione. Nonostante la crisi del mercato musicale abbiamo avuto un ottimo riscontro in soli due mesi dalla sua uscita, ma credo sia prematuro azzardare un bilancio adesso. Il CD è disponibile in alcuni negozi della Sicilia orientale, tra Catania, Siracusa e Ragusa, e in tutti i più importanti store digitali. Ovviamente lo si può acquistare ai nostri concerti, il prossimo sarà il 21 Ottobre al Cortile Minniti di Siracusa.

Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom musicale legato al vintage, all’America dei favolosi anni Cinquanta. Voi come vi ponete rispetto a questo genere di revival?

Quando abbiamo iniziato a curare il progetto non era ancora nata questa tendenza rétro, o almeno non si era ancora del tutto manifestata. Dopo qualche tempo sono arrivati i primi segnali dal nord Italia: nelle piazze di Torino, Firenze, Roma e in molte altre città, gli estimatori di questo genere si riunivano per ascoltare e ballare lo swing, in modo del tutto spontaneo, con un lettore mp3 e un altoparlante. Adesso esistono delle realtà consolidate come il Torino Swing Festival, Il Summer Jamboree a Senigallia, il Sicily Swing Fest a Catania, che richiamano amatori e professionisti del ballo e della musica swing da tutta Europa. Ho scoperto che in Svezia esiste una cultura dello swing molto radicata. Se da noi i bambini vengono iscritti ai corsi di danza classica, in Svezia li iscrivono a quelli di swing. Da diversi anni a Catania opera una scuola di danza swing diretta da Enzo Mercuri e Valeria Catania, i promotori del Sicily Swing Fest, con i quali abbiamo avuto modo di collaborare in alcune manifestazioni dove la musica e il ballo swing si incontrano in un’atmosfera rétro veramente inebriante. Noi Pinguini siamo fieri di aver contribuito a far crescere questa tendenza nel territorio perché, al di là della bellezza che reca in sé, questo genere di musica riesce a coinvolgere tanta gente e magari (nel suo piccolo) a smuovere l’economia locale. Forse perché… lo swing è movimento, lo swing è vita!

D. Fr.

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